“Sognavo di lei, che non desidero amare, che non devo amare, ma per la quale la mia passione mi dà una grande felicità segreta„

Heinrich Heine



Il palazzo (o castello) di Locate Triulzi è stata la residenza più amata da Cristina.

Questa era la "casa" per eccellenza, dove rifugiarsi dal mondo, dove tornare dopo ogni avventura.

Oggi purtroppo è molto rovinato e diviso in appartamenti privati. La maggior parte delle stanze sono moderne e irriconoscibili ma fortunatamente alcune sono rimaste in buono stato anche grazie a recenti restauri effettuati dai proprietari.

Nel 1934, passate ormai due generazioni, il castello è stato venduto dalle eredi della Principessa e da allora è passato di persona in persona fino ad oggi. Decine di locatesi vi hanno abitato e passato l'infanzia. In quegli stessi anni lo smembramento è stato massiccio e le conseguenze si vedono chiaramente ancora oggi.

Le parti più antiche risalgono al 1400 o addirittura prima. Nel tempo sono state aggiunte le costruzioni per cui i possono trovare affreschi di ogni secolo, dal '500 in poi.

Nella corte sono rimasti gli stemmi nobiliari fatti dipingere da Cristina, ma il tempo li ha ormai quasi cancellati...

In questa pagina potete approfondire i legami della Principessa con Locate.


Ecco alcune foto:



Il "Cabinet de travaille", ovvero lo studio della Principessa, era attiguo alla sua camera da letto, dalla quale era stato ricavato su precise sue istruzioni.


Lei stessa lo descrive all'amico Thierry, in una lettera del 1845, appena finita la sua realizzazione.


"J’ai ici un petit cabinet de travail attenant à ma chambre, en bois sculpté et des peintures a fresques sur le murs, dans le vieux style italien, et dont la clef est passée dans la chaine de ma montre, de façon que personne n’y pénètre et que tout le monde ignore lorsque j’y suis, que j’y suis. N’est-ce pas ravissant ?
J’entends des ennuyeux qui me cherchent dans tous les coins, et moi je suis dans une grotte de sorcière, aussi invisible que si Alcine m’avait donné des leçons.
C’est là, dans cette solitude si impénétrable, que je compte aller chercher des force, lorsqu’il m’arrivera d’en manquer."

Particolare del soffitto del "Cabinet de travaille"

Particolare del soffitto dello studio.
Probabilmente Gian Giacomo Trivulzio (di spalle) nella Battaglia di Marignano del 1515.
E' utile ricordare che Gian Giacomo Trivulzio era l'antenato più illustre della Principessa.

Particolare del soffitto dello studio.
Probabilmente Francesco I, nella battaglia di Marignano del 1515.

Boiseries ed Armadio incassato, nel "Cabinet de travaille". Il tutto risale all'estate del 1845.

Particolare del soffitto del "Cabinet de Travaille"

Salone lato giardino. Uno dei due ultimi locali rimasti come li ha lasciati la Principessa, nel 1871.

Stemmi ancora visibili nella corte interna.


A sinistra si può notare quello della zia di Cristina (Beatrice Serbelloni Trivulzio) appena sotto all'appartamento detto "Cappuccina";

A destra lo stemma di Cristina stessa (Trivulzio Belgiojoso).

Un ritratto di un antenato della principessa: Ludovico Trivulzio, Montecassino, 1496.

Soffitti degli appartamenti del lato est del palazzo, recentemente ristrutturato ed attualmente in vendita.

Soffitti degli appartamenti del lato est del palazzo, nella parte non ancora ristrutturata.

Sovraporta , negli appartamenti del lato est del palazzo.

Vista della antica galleria, ora suddivisa in appartamenti soppalcati. A destra si scorge la torre, parte più antica del castello/palazzo. La sua costruzione risale probabilmente a metà del '400.


Sotto la torre, i portoni delle rimesse delle carrozze, ora usate per le auto degli inquilini...

Stemma dei Trivulzio, nell'androne che una volta era la cappella di famiglia

Lunetta sul lato piazza, con un Leone di Boemia, un elefante con le zanne e una aquila a volo abbassato. Probabilmente si riferisce a Paola Gonzaga, moglie di Gian Nicolò Trivulzio, figlio di Gian Giacomo Trivulzio, detto il Magno. I due si sposarono nel 1501.