{"id":2433,"date":"1851-12-15T18:02:00","date_gmt":"1851-12-15T17:02:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/?p=2433"},"modified":"2025-11-24T16:02:29","modified_gmt":"2025-11-24T15:02:29","slug":"lettere-di-unesule-20bis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/lettere-di-unesule-20bis\/","title":{"rendered":"Lettere di un&#8217;esule &#8211;  20(bis)"},"content":{"rendered":"<div>Lettere di un esule&#8230; n. XX (b)<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Un matrimonio turco.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Corrispondenza del N.Y. Tribune<\/div>\n<div>Asia Minore, 15 dicembre 1851<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Sono appena tornata da un matrimonio turco e ho trovato la cerimonia abbastanza strana da raccontarvela. Ho notato che i riti della religione maomettana sono poco conosciuti dagli europei, e non credo che gli americani li conoscano meglio di noi. A parte le abluzioni cinque volte al giorno, che costituiscono la parte principale della liturgia di un mussulmano, non sappiamo n\u00e9 ci permettiamo di chiedere come si comportano i ministri della Mezzaluna nel periodo importante della nascita, del matrimonio e della morte dei seguaci. \u00c8 bene chiedersi se nulla nei loro riti abbia la pi\u00f9 lontana analogia con i nostri, se i miti delle antiche religioni asiatiche non siano da rintracciare in essi, o almeno se la parte rituale della religione maomettana sia altrettanto fantastica, capricciosa, infantile, puerile, priva di senso e di moralit\u00e0 quanto la parte morale.<\/div>\n<div>Dal mio arrivo in questo paese ho cercato di raccogliere alcune nozioni sull&#8217;argomento, ma ho incontrato molte difficolt\u00e0. L&#8217;ignoranza di molti, la diffidenza di alcuni e la naturale taciturnit\u00e0 degli altri hanno finora bloccato le conversazioni che cercavo di avviare su questi temi. Ma i miei occhi hanno visto pi\u00f9 di quanto le mie orecchie abbiano sentito, e non dispero di ottenere qualche informazione curiosa sulle cerimonie della chiesa mussulmana.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Veniamo subito al matrimonio, che doveva aver luogo tra il figlio di un mio vicino e una giovane donna del paese vicino. Lei, dicevano, era stata molto contraria a sposarsi con un contadino, a lasciare la citt\u00e0 e la sua civilt\u00e0 e a seppellirsi in questa valle solitaria; ma quando aveva saputo che il villaggio dei Franchi[1] era vicino alla propriet\u00e0 del suo promesso sposo, aveva acconsentito volentieri, il che era molto lusinghiero per noi. Grazie alla mia doppia qualit\u00e0 di vicino e di creditore della famiglia, fui invitata ad assistere alla cerimonia e dichiarai la mia intenzione di rimanere fino all&#8217;ultimo momento per vedere tutto ci\u00f2 che c&#8217;era da vedere.<\/div>\n<div>\n<p>Il padre, la sorella e alcuni amici di entrambi i sessi della famiglia dello sposo erano andati il giorno prima in citt\u00e0 a prendere la ragazza (dodici anni) e ad accompagnarla alla sua nuova dimora. Passeggiando tranquillamente nel mio giardino, la mattina di quel giorno movimentato, scoprii lo sposo vestito con gli abiti di tutti i giorni e con un&#8217;aria molto triste. Pensai che fosse accaduta qualche disgrazia che avesse interrotto il matrimonio e, chiamando Hassan, gli chiesi cosa lo affliggesse. &#8220;Niente&#8221;, rispose il ragazzo, aprendo ampiamente la sua grande bocca con un sorriso intenzionale e ammiccando a me con uno sguardo complice; &#8220;niente &#8211; ma sto per sposarmi, e sai&#8230;&#8221;. Di nuovo l&#8217;ammiccamento e il sorriso, ma non capii nulla. Fortunatamente la madre si un\u00ec a noi e, comprendendo la mia domanda, mi inform\u00f2 che era consuetudine, in simili circostanze, che lo sposo si tenesse lontano da tutta la compagnia e, se per caso qualcuno lo incontrava, avesse un&#8217;aria il pi\u00f9 possibile seria, imbronciata e trasandata. Una sua risata sarebbe considerata la pi\u00f9 grande scorrettezza del mondo &#8211; davvero scioccante! &#8211; e, cosa ancora peggiore, forse porterebbe alle conseguenze pi\u00f9 penose, come cadere sotto il potere del malocchio, essere incantato, o cose del genere. Durante la spiegazione, vidi che il ragazzo si sforzava di non scoppiare in una fragorosa risata e, temendo di attirare su di lui ogni sorta di sventura, ( alcune parole illeggibili. ndr) gli chiesi di tornare non appena la sposa avesse fatto la sua apparizione.<\/p>\n<p>Nel tardo pomeriggio, alcune raffiche di moschetto annunciarono l&#8217;arrivo previsto. Mi posizionai sullo stretto sentiero che, passando davanti a casa mia, conduce a quella del mio vicino, e in breve tempo vidi il corteo che si avvicinava. Erano tutti a cavallo. Per primo apparve il padre dello sposo nel suo abito pi\u00f9 splendido, seguito da due ragazzi straccioni a piedi che fungevano da paggi. Poi gli amici maschi; poi la sorella dello sposo, una giovane donna sposata da poco, di bell&#8217;aspetto e piuttosto intelligente; quella cosa che a prima vista non riuscii a nominare, ma che poi indovinai &#8211; per la sua posizione nel corteo e per la potente ragione che non poteva essere altro &#8211; essere la sposa stessa.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 che si vedeva di lei era un trapunta che avvolgeva con cura una specie di enorme palla, come siamo abituati a vederne tante ammucchiate sul ponte di una nave mercantile. Seguirono le amiche donne, poi la musica e i ballerini del villaggio vicino, alcuni uomini armati di vecchi moschetti e carabine, che rappresentavano la Guardia Nazionale, e infine gli spettatori, uomini e bambini, che correvano, ridevano e gridavano come persone civili.<\/p>\n<p>Anch&#8217;io seguii la cavalcata e arrivai alla casa nuziale, giusto in tempo per vedere l&#8217;accoglienza della giovane donna. Mentre fermava il suo cavallo (suppongo che il cavallo si sia fermato da solo, ma non importa) le fu consegnato un bambino di due anni. Lei lo prese in braccio, lo fece sedere davanti a s\u00e9 sulla sella e, tirando fuori dagli anfratti della trapunta una mela, la diede al monello che, avendo completato la sua parte, fu portato via. Tocc\u00f2 ora alla signora con la trapunta smontare, e mi sembr\u00f2 un&#8217;impresa piuttosto notevole; ma ci riusc\u00ec abbastanza bene, e arriv\u00f2 a terra senza aver disturbato molto la simmetria delle pieghe della trapunta. La sua futura suocera, insieme ad altre amiche e parenti, erano in piedi davanti alla porta pronte ad accoglierla, e non appena lei avanz\u00f2 un ragazzo le mostr\u00f2 un tappeto. Su questo tappeto si inginocchi\u00f2 ai piedi della suocera e rimase un attimo in atteggiamento prostrato, come se baciasse la soglia della sua nuova casa e riconoscesse il suo dovere filiale verso la nuova madre. Ero venuta senza alcun sentimento di compunzione, e piuttosto per assistere a una scena ridicola che a una solenne.<\/p>\n<\/div>\n<div>Eppure la vista di quella ragazza, di una bambina che entrava in una nuova vita e si prostrava sulla soglia di essa, implorando piet\u00e0 e affetto, mi commosse, e mi affrettai a entrare in casa, dove arrivai giusto in tempo per vedere la suocera che sollevava la figlia tra le braccia e la baciava con tenerezza.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Poi la giovane sposa fu affidata alle mani della matrona, la porta esterna fu chiusa su di lei e fu portata negli appartamenti interni. L\u00ec segu\u00ec una nuova prostrazione e un nuovo abbraccio, ma il mio cuore era indurito contro gli impulsi di fusione e guardai la seconda rappresentazione, chiedendomi perch\u00e9 la prima mi avesse fatto tanta impressione. Mi aspettavo di vedere la ragazza liberata dalle sue ampie pieghe, ma mi sbagliavo. Nonostante la temperatura rovente del giorno, stava avvolta nei suoi molteplici veli &#8211; con la testa, il viso, il collo e le spalle completamente coperti &#8211; sprofondando sotto il peso degli abiti, delle sciarpe, dei volant e dei gioielli, in un angolo della stanza, singhiozzando e piangendo con tutte le sue forze. Le signore cenavano, le signore cantavano e ballavano, le signore chiacchieravano e facevano molto rumore. Non cos\u00ec la povera ragazza, che stava in silenzio e non faceva altro che piangere. Lei era l&#8217;argomento della conversazione; la sua et\u00e0, la sua famiglia, la sua fortuna, tutto ci\u00f2 che la riguardava &#8211; fino agli stessi baci che aveva ricevuto quel giorno dai suoi fratelli come stimolo al suo coraggio e alla sua forza d&#8217;animo &#8211; tutto veniva raccontato, discusso e ripetuto pi\u00f9 volte; ma lei sembrava a malapena accorgersi di ci\u00f2 che dicevano e non prendeva alcuna parte all&#8217;intrattenimento.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Le ore si susseguivano alle ore; il giorno passava e arrivava la sera, e con la sera iniziavano il sacerdote, o Imaum, e la cerimonia inizi\u00f2. Il sacerdote era seduto su un tappeto steso a terra, fuori dalla porta della casa, tra due dei suoi accoliti. Quando fu il momento e tutto fu pronto, il sacerdote cambi\u00f2 la posizione seduta con quella inginocchiata, invoc\u00f2 la benedizione di Allah e si rimise nel suo primo atteggiamento. A questo punto apparve lo sposo, con un ragazzino di circa dieci anni, che portava una specie di pasta nera su un piatto e la porse al sacerdote, il quale mise il piatto sul tappeto al suo fianco, prese un po&#8217; di pasta, che in seguito seppi essere la keune, e la fece rotolare tra le dita fino a farne una palla mormorando una specie di incantesimo. Poi prese la mano dello sposo, che con il suo straordinario compagno si inginocchi\u00f2 davanti a lui, e la chiuse, come se volesse mostrargli come si tira di boxe; ma le sue intenzioni erano di natura molto pi\u00f9 pacifica. Tenendo la pallina di pasta sulla punta dell&#8217;indice, la introdusse nella mano del giovane e, lasciata in essa la maggior parte della pasta, ne estrasse una piccola quantit\u00e0, la spalm\u00f2 sull&#8217;orifizio del foro formato dalle dita piegate e, inclinando il pollice su di essa, sigill\u00f2 l&#8217;intera mano e sembr\u00f2 soddisfatto del risultato. Ma temendo, suppongo, che qualche circostanza imprevista potesse distruggere quest&#8217;opera capitale, arrotol\u00f2 pi\u00f9 volte un fazzoletto intorno alla mano chiusa dello sposo e non se ne and\u00f2 finch\u00e9 non si fu accertato che scioglierla non sarebbe stato un affare di un istante. La stessa operazione fu compiuta sulla testa del bambino; dopodich\u00e9, entrambi si alzarono e erano sposati, non uno con l&#8217;altro, ma con una povera ragazza, che non aveva preso parte alla cerimonia. Che cosa fece in quel periodo? Nient&#8217;altro che quello che aveva fatto fin dall&#8217;inizio di quel giorno memorabile: piangeva, e io provavo davvero molta compassione per quella povera creatura.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Altre persone, tuttavia, erano meglio occupate all&#8217;interno del <em>balamut<\/em>. Una ragazzina di dodici anni e un ragazzo della stessa et\u00e0 stavano preparando il divano per la nuova coppia, inginocchiandosi, facendo la corte e cantando a ogni nuovo pezzo di arredamento. Sistemati i materassi, fecero una genuflessione; sistemati i cuscini, si prostrarono sul pavimento; sistemate le lenzuola e le coperte, incrociarono le braccia sul petto, chinarono il capo e cantarono per tutto il tempo. La vista dei loro movimenti era piuttosto piacevole.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>A quel punto mi ritirai e rimasero solo i parenti pi\u00f9 stretti dello sposo. Ma il mattino seguente andai, come richiedeva il galateo, a fare i miei complimenti alla nuova coppia, e trovai il volto della giovane sposa raggiante di sorrisi. Mi complimentai con lo sposo per l&#8217;efficacia dei suoi tentativi di consolazione, aggiungendo che non avevo mai visto tante lacrime asciugate in cos\u00ec poco tempo. &#8220;La ragazza era piuttosto gi\u00f9, ieri, nel lasciare la sua vecchia casa&#8221;, rispose la cognata; &#8220;ma per quanto riguarda le lacrime, non ha significato; avrebbe dovuto piangere e ha fatto bene la sua parte&#8221;. E giurai di non cedere mai, in futuro, alla compassione per una ragazza che piangeva, senza prima accertarmi che non fosse per galateo e decoro che lasciasse uscire le lacrime (parole mancanti) dagli occhi.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Christine Trivulzio di Belgiojoso<\/div>\n<div><\/div>\n<div>[1] Cos\u00ec nel testo. Franks nel senso di francesi, in realt\u00e0 la fattoria di Cristina.<\/div>\n<div id=\"rakcnpm\" style=\"display: none;\"><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Asia Minore, 15 dicembre 1851 \/ Un matrimonio turco.<\/p>\n","protected":false},"author":3,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0,"cybocfi_hide_featured_image":"","footnotes":""},"categories":[47,12],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2433"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/users\/3"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=2433"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2433\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3117,"href":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/2433\/revisions\/3117"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=2433"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=2433"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.cristinabelgiojoso.it\/wp\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=2433"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}