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Questo sito è dedicato alla vita avventurosa della principessa Cristina Trivulzio di Belgiojoso.

Cristina nacque nel 1808 e visse nel pieno del Risorgimento italiano, ebbe contatti con tutti i maggiori protagonisti dell’epoca e sovvenzionò insurrezioni. Nel 1838 ebbe una figlia e si separò molto presto dal marito Belgiojoso. Organizzò un battaglione a Napoli per contribuire alle Cinque Giornate di Milano, diresse gli ospedali a Roma durante gli scontri del 1849, corrispose con Carlo Alberto e con Napoleone III; tenne salotti a Parigi con ospiti illustri e le furono attribuiti flirts con poeti, storici e musicisti; si avventurò da sola in Oriente dove organizzò una comunità agricola partendo dal nulla. Nel 1855 tornò a Locate, alle porte di Milano, dove aveva costruito asili, scuole e modernizzato il paese, portando il paese ad un livello sociale molto al di sopra della situazione tipica di quel periodo.

Da molti anni faccio ricerche ed accumulo documenti. Mi sembra giusto condividerne alcuni, in modo che possano essere utili a chi la vuole conoscere meglio.

Per una piccola biografia di Cristina cliccate qui ed andate in giro per il sito.

Sandro Fortunati
sandro@cristinabelgiojoso.it

P.S. Se volete sapere perché ho fatto questo sito, cliccate qui

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Via de Bossi 1, Milano

By I luoghi
Pianta città di Milano Antonio Vallardi - 1863

Pianta città di Milano
Antonio Vallardi – 1863

A pochi metri dal Duomo di Milano.
Per stare vicino a sua figlia, prese un appartamento nel palazzo del genero.
L’abitò per diversi anni intervallando i suoi soggiorni con Locate e Blevio. E’ in questo appartamento che morì il 5 luglio 1871.

Le informazioni non sono chiare riguardo al fatto che Cristina abitasse nel palazzo ora diventato il N. 4 o effettivamente nel palazzo Trotti al N. 1, come indicato nella cartina qui a fianco. Nel secondo caso, il palazzo non esiste più.

Il biografo Raffaello Barbiera indica come “casa numero 1 di via de’ Bossi, presso quella che già appartenne a Francesco Sforza”, per cui indicherebbe in realtà il N.4. Anche la scheda del palazzo presso i sistemi culturali della Regione Lombardia lo indica come ultima abitazione di Cristina.

Al N. 4 infatti c’è l’antico palazzo Barbò ( o dei Bossi, o Ex banco Mediceo) , donato nel 1463 da Francesco Sforza a Cosimo de medici che lo destinò a sede del Banco omonimo. Nella seconda metà dell’ottocento fu staccato il portale ora visibile in una sala del Castello Sforzesco.

D’altra parte, dalle carte di famiglia Trotti risulta una planimetria in cui viene indicato il “caseggiato posto tra la via Bossi e la via Clerici di Ragion del Sig. Marchese Trotti” per cui esattamente dove indicato dalla mappa del 1863 riportata qui sopra. Personalmente penso che sia proprio questo il palazzo dove Cristina abitò e morì.

L’Asia minore

By I luoghi

Vista odierna del terreno agricolo di Çakmakoğlu da est a ovest. L’insediamento visto di fronte è il villaggio di Kuzyaka (Kuzköy). Ringrazio Murat Babuçoğlu e Orhan Özdil per la foto.

Dopo la fuga da Roma del 1849, si e’ ritirata per quasi cinque anni nel suo possedimento a Ciaq Maq Oglou, nel mezzo della Turchia. Durante questo periodo ha fatto un viaggio avventuroso fino a Gerusalemme e ritorno, narrato in molti racconti e libri da lei pubblicati in Francia ed in America.

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Locate Triulzi ( Milano)

By I luoghi
Disegno di Luigi Bisi - 1840

Disegno di Giuseppe Bisi – 1840

Locate è dove tornata quando si sentiva fragile e dove le hanno dedicato parte del nome. Questo è il paese a lei più caro, nonostante i suoi numerosi viaggi. Questa era la sua casa, qui c’era la sua gente, e qui infatti si è voluta far seppellire.

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Parigi

By I luoghi

Il decennio parigino e i suoi successivi viaggi occupano una parte importantissima della sua vita. Qui ha passato i suoi vent’anni, ha conosciuto e frequentato storici, musicisti e l’elite francese. Alle porte di Parigi è nata sua figlia Maria.
L’importanza del soggiorno parigino meriterebbe un approfondimento..

Come al solito sempre in movimento, anche a Parigi ha abitato almeno in otto luoghi diversi. Qui sotto riporto solo le sue proprietà.


23, re d’Anjou st. Honoré.

Cristina ci visse dal 1835 al 1844. In questo palazzo, oggi non più esistente, tenne il “salotto” dove si potevano trovare storici, musicisti e politici.

Da “Les Salons de Paris » di Beaumont – Vassy del 1866:

“Si entrava in un piccolo vestibolo che comunicava, a sinistra, con una sala da pranzo, a destra con il soggiorno. La sala da pranzo in stucco era decorata con dipinti nel gusto degli affreschi e dei mosaici di Pompei. Più lunga che larga, questa stanza si trasportava un piano nei giorni di ricevimento, serviva allora da sala da ballo. Il soggiorno, abbastanza grande e quadrato, era rivestito in velluto di un marrone quasi nero, punteggiato da stelle d’argento; i mobili erano coperti con lo stesso panno, e la sera, quando ci si entrava, ci si poteva credere in una cappella ardente, poiché l’aspetto generale offriva uno sguardo cupo. La padrona di casa, con il suo aspetto personale, si aggiungeva a quella singolare impressione. Una donna del genere era evidentemente fatta per un tale ambiente. Il quadro si adattava meravigliosamente al ritratto, ci si poteva davvero chiedere se il primo fosse stato fatto per il secondo o il secondo per il primo.”


4 (bis) Rue de Mt Parnasse

A questo indirizzo nel 1845 aquistò un terreno con una palazzina, tuttora esistente. Vi fece costruire una dependance dove alloggiare il suo amico storico Augustin Thierry..

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Palazzo Trivulzio di Milano

By I luoghi

Situato in piazza S. Alessandro 1, in pieno centro di Milano. Qui Cristina è nata ed ha passato i primi anni della sua vita. E’ stata battezzata nella chiesa di S. Alessandro, proprio di fronte.

All’interno è stato portato il portone rinascimentale del Palazzo Mozzanica, demolito nel 1830 per fare la galleria De Cristoforis. Era situato in Corsia dei Servi, ora corso Vittorio Emanuele.

Il palazzo è andato in eredità allo zio di Cristina, primogenito dei Trivulzio.

Riporto qui sotto la descrizione riportata da Wikipedia, per comodità :

“Le prime notizie del palazzo si hanno nel XVI secolo, quando ancora apparteneva alla famiglia Corio-Figliodoni-Visconti: nei primi anni del Settecento, il marchese Giorgio Trivulzio acquistò il palazzo, per poi affidarne a Giovanni Ruggeri la ristrutturazione e il rimaneggiamento tra il 1707 e il 1713. In tempi meno recenti il palazzo divenne famoso per due principali motivi: il primo erano le lussuose feste che vi si tenevano negli interni, riempiti di arredi sfarzosi, soffitti decorati, camerieri in livrea dorata ed elaborati e numerosi candelabri che illuminavano a giorno le stanze del palazzo.

Il secondo motivo di celebrità del palazzo era le collezioni ospitate al suo interno: il primogenito di Giorgio Trivulzio, Alessandro Teodoro, fondò la Biblioteca Trivulziana; le sale erano ornate con dei bellissimi arazzi disegnati dal Bramantino raffiguranti l’allegoria dei mesi. Sparsi per tutto il palazzo erano una serie di cimeli dall’età romana al rinascimento, dal sigillo segreto di Ludovico Sforza alla Coppa di Nerone, ma soprattutto un manoscritto di Leonardo Da Vinci, conosciuto come Codice Trivulziano. Tutti i cimeli e le opere d’arte rimasti del palazzo, sono ora esposti nei Musei del Castello Sforzesco.

Dopo i vari rimaneggiamenti subiti durante gli anni, l’aspetto attuale del palazzo è settecentesco: esso può essere rappresentato come uno dei primi esempi di architettura rococò della città. La facciata color panna che dà sulla piazza ha un aspetto molto semplice per l’architettura dell’epoca, tuttavia la sua semplicità contrasta con l’elaboratezza del portale con stipiti in granito e sormontato da un balcone ornato con una fitta trama di ferro battuto: sopra la porta finestra del primo piano, è possibile notare lo stemma della famiglia Trivulzio

Come già precedentemente detto il palazzo, in epoche meno recenti era celebre per gli arredi sfarzosi al suo interno: di quegli arredi ben poco è rimasto nel palazzo, se non qualche elemento architettonico come portali, fontane e lo scalone d’onore”

 

Victor Cousin

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Victor CousinParigi, 28 novembre 1792 – Cannes, 13 gennaio 1867
Filosofo e storico della filosofia francese, un protagonista della vita culturale nella Francia della Restaurazione: è considerato il fondatore della storiografia filosofica francese.
Frequentatore abituale del Salotto parigino di Cristina.

Margaret Fuller Ossoli

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Margaret Fuller OssoliCambridgeport (Massachusets, U.S.A.) , 23 maggio 1810 – Fire Island (New York, U.S.A.), 19 luglio 1850

Scrittrice e giornalista americana.  Viene in Italia per il classico “Grand Tour” europeo. Incaricata dal giornale “New York Daily Tribune” di seguire la critica artistica e letteraria, intende unire “l’utile al dilettevole”. Incontra nel 1847 il marchese Giovanni Ossoli, da cui avrà un figlio l’anno successivo. Mentre lavora al libro “Storia della Rivoluzione Italiana” e si occupa del figlio, si sposta tra Roma, Rieti, L’Aquila, Perugia e Firenze.

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Napoleone III

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Napoleone III(Parigi, 20 aprile 1808 – Chislehurst, 9 gennaio 1873)
Fu presidente della Repubblica francese dal 1848 al 1852 e Imperatore dei Francesi dal 1852 al 1870.
Probabilmente Cristina l’ha conosciuto a Roma, durante l’esilio di Napoleone con la Madre Hortense de Beauharnais. Rimase in contatto e lo ando’ a trovare anche durante la sua prigionia nel castello di Ham. Ci sono rimaste purtroppo pochissime lettere. Cristina si adiro’ molto con lui a causa del suo schieramento per il Papa e la conseguente “liberazione” di Roma nel 1849.

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