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Sandro Fortunati

Periodo turco

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Cristina a Augustin Thierry – Costantinopoli – Luglio 1850Costantinopoli. Senza data [luglio 1850] Mio caro fratello, È vero che Le avevo promesso una lettera sulla Grecia, ma questa lettera sarebbe dovuta venire dopo la Sua risposta a quella che gliela preannunciava. È anche vero che avevo preso talmente a noia la Grecia e tutto ciò che conteneva, che non avrei più saputo cosa dirne, se non: va’ a...
Lettere di un’esule – 1 –Sullo stretto del Bosforo, 24 luglio 1850 / La Costituzione Napoletana - La Reazione in Europa - Il Socialismo, unica Speranza del Popolo - Turchia - Reschid Pacha [1] , il Riformatore - Stato dell'Impero Mussulmano.
Lettere di un’esule – 2Costantinopoli, 5 agosto 1850 / Condizione attuale e governanti della Francia.
Lettere di un’esule – 3Costantinopoli, sabato 24 agosto / Storia della reazione in Toscana - L'oppressione delle province Lombardo-Venete da parte dell'Austria
Cristina a Henrich Heine – Costantinopoli – 17 Settembre 1850Ortekin vicino a Costantinopoli 18 Settembre 1850 Mio caro Heine Le invio una prova enorme del fatto che, da lontano come da vicino, penso sempre a Lei. La Signora Jaubert mi dà regolarmente Sue notizie, e se non Le do le mie più direttamente, è perché Lei non ha risposto (né fatto rispondere) alla lettera che Le ho scritto. Ora,...
Lettere di un’esule – 4Costantinopoli, venerdì 20 settembre 1850 / La Rivoluzione in Lombardia - Rovina Certa per l'Austria e le sue Province.
29 Settembre 185029 Settembre [1850] Partiti da Stamboul[1] il 29 Settembre a mezzodì. Andati in cocchio sino a Kadikoi[2] al di là di Scutari[3]: Ivi trovato Eugenio coi cavalli di posta. Il mio cavallo e quello di Maria erano con noi. Lo sbarco della nostra roba,e il carico della stessa sui cavalli, l’insellarli,il brigliarli che ci tenne più d’un’ora. Finalmente quando Dio...
30 settembre 1850[30 Settembre 1850] Il trenta Settembre alle cinque del mattino, prima d’assai che albeggiasse, Eugenio gridava , alzatevi! ecco il vostro caffè e latte sotto il naso, cosicché o prenderlo, o rovesciarlo sulle coltri. La scelta non era dubbia. Così stropicciandomi gli occhi da una mano afferrai coll’altra la tazza e riassaggiai dopo quasi tre mesi di privazione quello squisito...
1 Ottobre  1850  Primo Ottobre  [1850]   Già aggiorna, già spunta il sole,e ancora Eugenio non mi ha svegliato col solito caffè. Che fate Eugenio ? Non si parte oggi! Il latte non l’hanno portato ancora e l’intoppo al vostro caffè mette intoppo ad ogni cosa. Son le sette. Ecco finalmente il latte, ma il vento è forte e freddo,né lascia che...
3 ottobre 18503 Ottobre [1850]   Il banchiere di Issmitt avendo mandato più volte a invitarci, vado con la giovane padrona di casa a fargli visita . Ci trovo un Prete Greco che parla Italiano. Si maravigliano assai della mia risoluzione. La moglie che ci serve rinfreschi è assai bellina, ma sembra stanca e melanconica, come quasi tutte le donne cristiane di...
4 ottobre 18504 Ottobre [1850].   Stamattina il latte si è fatto molto aspettare, cosicché eran quasi le otto quando montammo in sella. Incontrammo gran quantità di Camelli- Arriviamo a Sabandja dove dobbiamo cambiar cavalli,il che ci fa perdere quattro ore di tempo-Viene intanto un uragano. Si parte nondimeno per Adar[1]. Ci fermiamo fuori della Città in una bella prateria davanti una villa...
5 ottobre 18505 Ottobre [1850] Passiamo Adar ; giungiamo al fiume[1],che si passa in barca- caminiamo (sic) cinque ore in mezzo a belle praterie e magnifiche piante- Facciamo colazione alla guardia ; poi in oltre due ore e mezzo giungiamo a Nandeck[2] – Spieghiamo la tenda in un bel terreno sotto annose piante – Incomincia la pioggia – Piove dirottamente ; tuoni...
Lettere di un’esule – 5Costantinopoli, sabato 5 ottobre 1850 / La tragicommedia dei tedeschi - Potere russo e schemi russi.
7 ottobre 18507 Ottobre [1850]   Fatta colazione ed allestita, vado con Maria a visitare, e ringraziare la Signora. Il marito suo era altre volte un principe dei più ricchi,e dei più potenti dell’Asia Minore . Era uno di quei feudatari,che il Luigi XI della Turchia sconfisse ,e ridusse al nulla.- La casa sua rassomiglia piuttosto ad una stalla che ad altro...
8 ottobre 18508 Ottobre [1850]   Partiti alla mattina,dopo tre ore di viaggio, Eugenio piglia a mano manca verso Bolo , e noi a mano dritta verso il bagno. Smarriamo la strada, ed erriamo per ben tre ore . Giunti verso le due pomeridiane spieghiamo la tenda,e ci occupiamo di mettere in assetto le nostre cose -Arriva Eugenio – Passeggiamo cogliendo frutti...
9 ottobre 18509 Ottobre [1850]   Al momento di montare in sella, ci accorgiamo che il mio cavallo zoppica- Si dice che ciò provenga da una indigestione di orzo- Convien condurlo alla Città, ove viene medicato, e ferrato, poi lo prendiamo con noi a mano-Io monto il cavallo di Eugenio-Facciamo colazione ad un sito un’ora distante dalla città. Poco dopo giungiamo ad...
10 ottobre 185010 ottobre [1850] Partiamo all’ora solita ed andiamo a far colazione ad un’ora a Gherendé . – Eugenio va innanzi  a far preparare i cavalli, perché arrivando noi, non abbiamo ad aspettare alcune ore. Nonostante questa precauzione ci tocca aspettare non meno  dell’usato, Gherendé è pieno di gente per la fiera grande che  vi  si tiene  l’indomani . Manca un...
11 Ottobre 185011 Ottobre [1850] Partiamo alle otto, e viaggiamo fino alle due. Facciamo colazione al piede del gran monte che divide le due provincie di Gherendé, e di Safran Bolo –  Ripartiti un’ora dopo giungiamo sul far della notte al nostro Chifflik – Eugenio aveva scritto ,perché si accomodasse la casa, ma il timore che incute negli uomini di questa popolazione...
12 ottobre 185012 Ottobre [1850] Che clima! Siamo in pieno estate; e le notti sono così miti,  e le mattine così senza rugiada  che pare un sogno. Eugenio ordina che si pulisca la casa, e parte per Safran Bolo lasciandoci soli. Si fa le mostre di pulire la casa; ma non si fa niente. Andiamo al fiume a far bucato; accomodiamo le...
13 Ottobre 185013 Ottobre [1850] Tempo bellissimo.- Nessuno viene a pulire la casa. Maria ed Antonini vanno a pigliar noci, ma si dice loro che non sono di loro proprietà- Come può essere? Credo che questo sito sia stato da lungo tempo considerato come proprietà del Comune, e sarà difficile il  cangiar gli usi. Verso il mezzodì viene un contadino, a farsi...
14 ottobre 185014 Ottobre [1850] Il tempo è burrascoso, e freddo. Eugenio  insiste perché io mi ricoveri in casa.- Disputiamo   un poco, poi transigiamo coll’accondiscendere io a passarvi parte della giornata , purché ei mi lasci passare la notte nella tenda. Antonini mette sossopra la mia camera per poi ridurla in modo decente,ed Eugenio parte pel Bazar di Verandjeir –  Ritorna carico...
15 ottobre 185015 Ottobre [1850] Tempo piovoso.- Si passeggia, si colgono noci,ma il giorno passa lentamente. Torna il ferito a farsi medicare. Non avendo ancora medicamenti non posso far  altro che tagliare , e bruciare le carni  morte, ungere la piaga con del grasso, lavarlo  etc.   Vien notte e piove, per cui  mi ricetto nella casa.- Gran gioia d’Eugenio che vuol persuadermi...
16 ottobre 185016  Ottobre [1850] Tempo freddo e minaccioso – Grande operazione  di lavare il burro acciò non si inacidisca.- Mancando i danari, Eugenio parte per Safran Bolo.- La giornata si passa secondo il solito lentamente.
17 ottobre 185017 Ottobre [1850] Mi portano della legna che mi vogliono far pagare. Ricuso perché ho legna sul mio terreno abbastanza per    bruciare Costantinopoli; ma è la pigrizia di  Cucay che gli vieta d’andarla a raccogliere. Vediamo due scoiattoli  color di fuoco, col dorso ceruleo.  Sono bellissimi animalucci. Anco degli uccelli veri b’achehi in quantità, e di assai vaghi – Io,...
18 ottobre 185018 Ottobre  [1850] Mi sento assai male. Il tempo è bello,  ma il vento è freddo. Pure mi  risolvo d’uscire a cavallo per compiacere Maria. Partiamo un poco tardi, perché Antonini ha salito il mio gran monte, e non ritorna sino a dopo mezzodì. Andiamo sino al vecchio castello dell’altra parte del fiume, e ci ritiriamo. Andando in cerca di...
19 ottobre 185019 Ottobre [1850] Mi alzo, e scendo prima che si  levi il sole per decidere con Eugenio del sito ove si deve fabbricare il pagliaio, la scuderia,   la stalla etc.- Restiamo d’accordo, e cominciarono i lavori. Viene a posare sul muro in faccia della mia finestra una pernice, ma Campana ha portato via lo schioppo. Campana sta fuori un’ora, e...
20 ottobre 185020 Ottobre [1850] Eugenio parte per Verandjeir per comprare sale e pepe, e noi stiamo a casa a lavorare dietro la bestia- La casa si converte in un macello. I cavalli sbuffano e si agitano- Andiamo a fare un giro a cavallo verso il vecchio castello.  
21 ottobre 185021 Ottobre [1850] Si continuano i lavori tutto il giorno, meno un’ora di cavalcatura- Vengono vari Turchi che chiedono di Eugenio. Si fabbrica un forno, perché il pane torna troppo caro a comprarlo. Viene  Mohammed Bey e porta cavoli,rape, zucche, funghi  etc.Si riempie il nostro granaio. Eugenio va a fare una visita poco distante, e torna con un fazzoletto pieno...
22 ottobre 185022 Ottobre [1850] Eugenio parte due ore prima dell’alba per Baium- Io faccio il mio corriere ; poi verso il tramontar del sole vado incontro ad Eugenio ed alla roba- Torna Eugenio ma gli Arabà non verranno prima di domani- Pazienza!
23 ottobre 185023 Ottobre [1850] Appena sveglia sento da lontano un suono di voci, e vedo un convoglio che si avanza – Sono le nostre casse. Eccole – Si sballa la roba.- Tutto è in buon essere.- Antonini comincerà dimani ad assettare la casa- Eugenio vorrebbe comprare i bufali e l’arabà di uno dei nostri  arabadje – Tutto l’equipaggio costa 1600 piastre;...
24 ottobre 185024 Ottobre [1850] Antonini termina di fare i salami. Io lavoro e leggo un poco, ma non sono disposta allo studio. Preparo certa seta che abbiamo scoperto su pei monti, e di cui forse potremo trar partito. Eugenio non avendo più danari, e dovendo pagare il trasporto delle nostre casse, si decide a partire domani per Saffran Bolo- Top-chien mi...
25 ottobre 1850  25 Ottobre [1850] Partiamo verso le otto per Saffran Bolo, Maria, Eugenio, ed io. Il mio cavallo soffre ai piedi, eppure furono tutti ferrati ieri, ma questo mio bucefalo è tanto cattivo che nessuno può ardire piantargli i chiodi nella coruca.- Però quando è montato da me, diventa un agnello- Io gli voglio più bene che non volli a...
Lettere di un’esule – 6Costantinopoli, venerdì 25 ottobre / Lo Spirito dell'Islam - Declino della Turchia.
26 ottobre 185026 Ottobre [1850]   Eugenio mi porta il caffé, e mi dice che la famiglia del malato mi aspetta con impazienza. Anche la nostra padrona di casa ha una bambina con la febbre che si crede il vaiolo-  La visito, ma non vedo sintomi evidenti di questo male- Può essere una gastrica- Vado a vedere l’altro ammalato- Par consunto, e...
27 ottobre 185027 Ottobre [1850] Un contadino è venuto ad informarci, che ferì un’ altro cinghiale più grosso del primo, ma ancora non si è trovato- Lettere per me non ce ne sono, ed io non so che pensare della venuta di  Pastori. Gli arabadjé sono  partiti ed hanno lasciato i bufali e l’arabà. Antonini lavora al suolo della mia stanza- Io...
28 ottobre 1850 – Arrivo di Pastori28 Ottobre [1850]   Vengono molti bufali dei quali Eugenio compra due maschi, e due femmine una col vitello e l’altra pregna- Gli chiedo con che denari ed ei mi risponde: con parole.  Il Banchiere di Saffran Bolo gli ha prestato però duemila piastre. Facciamo colazione quando sento un calpestio di cavalli, alzo gli occhi e vedo un uomo vestito...
29 ottobre 185029 Ottobre [1850] Stiamo ancora sui nostri materazzi prendendo il caffé, quando Eugenio viene a chiedere cosa deve scrivere a Ismael Bey.Dico gli scriva che il mio procuratore tornerà fra una diecina di giorni a Costantinopoli e gli porterà il danaro,ossia metà delle 5000 piastre , poiche il fratello di lui Mehemmed Bey mette opposizione al pagamento di 2500 piastre....
30 ottobre 185030 Ottobre [1850]   Viene Malil Bey e mi parla della cognata- Dice che egli   non ha  che una sola moglie, e mi chiede scherzando se voglio essere la seconda- Dico di no perché due mogli in una casa non possono stare in pace. Ride assai, ed approva- Viene il ragazzo. Fa orrore, e pietà. Gli curano la piaga mettendovi...
31 ottobre 185031 Ottobre [1850]   Eugenio parte per Verandjer onde andare a trovare dei contadini che lavorino la terra- Il tempo è piovoso.- Trattiamo di affari con Pastori;passeggiamo un poco; poi torna Eugenio e ci porta la notizia dell’arrivo delle mie casse. Riparte per andare a comprare della farina al vicino villaggio.
13 novembre 1850 – Partenza di Pastori13 Novembre [1850]   Pastori è partito or sono due giorni. Sinché rimase qui io non ebbi né tempo né voglia di  continuare queste note. Quante cose mi premeva di conoscere? E quante premeva a lui di dirmi! Quante istruzioni da dargli? Quante reciproche raccomandazioni,  quanti concerti, quante promesse.- I miei interessi con Eugenio furono da Pastori  assestati come io...
15 novembre 185015 Novembre [1850]   – Nevica-  Primo giorno d’inverno- La neve cadde abbondantemente durante mezz’ora con un vento di tramontana freddissimo. Cangiatosi quello, cessò la neve, né rimase sul terreno- Stasera pare che il tempo voglia rasserenarsi. Ho dimenticato di avvertire che il giorno medesimo della partenza di Pastori giunse da Saf.B. Nagi Atanaj con sette operai, per fabbricare le...
Lettere di un’esule – 7 Costantinopoli, venerdì 15 novembre 1850 / La condizione domestica e sociale dei Turchi.
16 novembre 185016 Novembre [1850]   Tempo dubbio ma freddo- Manchiamo di carne, e quel ch’è peggio di danaro. Eugenio sta in grandi angustie pensando a trovare un ripiego – Ecco giunge un Turco amico suo che con somma premura viene a chiedergli un consiglio. Il lupo ha durante la notte scorsa malamente morsicato la coda di un suo bufalo cosicché il...
17 novembre 185017 Novembre  [1850] Mercoledì [in realtà una domenica]   – Giornata di primavera- Sole caldissimo; cielo senza una nube; aria senza un soffio di vento- Dopo colazione Maria insistendo mi risolvo per soddisfarla ad accompagnarla a cavallo; ma appena fuori mi congratulai meco stessa per una tale risoluzione, mentre tempo più gradevole è impossibile a trovare- Di ritorno in casa,...
18 novembre 185018 Novembre [1850] . Giovedì. [In realtà un lunedì]   Bellissimo tempo e caldo- Eugenio parte pel Bazar a Verandyer .Dopo colazione Maria ed io montiamo a cavallo. Al ritorno troviamo tre donne, e un uomo malati che mi aspettano ed hanno portato cinque dindi – La donna ha una affezione d’utero. L’uomo ha un escrescenza ulcerosa all’ano. Torna Eugenio...
19 novembre 185019 [novembre 1850] Venerdi  [in realtà un martedì]   Tempo d’estate. Torna il Turco dal bel cavallo,ma io non lo vedo e discorre con Eugenio. Vengono pure altri Turchi amici di Eugenio. Torna il ragazzo dal collo malato che stà meglio; mi porta un canestro d’uova, ed io gli dò un altra  bottiglia di decotto di salza pariglia, e della...
21 novembre 185021 [novembre 1850] Domenica [ in realtà giovedì] Tempo nuvoloso, ma poco freddo- Eugenio va a Verandjer per del pane e delle tavole. Vengono tre donne con tre dindi. Viene un vecchio a consultarmi pel febbricitante. Esciamo a piedi con Maria ma facendoci accompagnare dai nostri tre cani- Disegno, e studio il Turco- Il vestibolo del primo piano ha le...
22 novembre 185022 [novembre 1850] Lunedì [ in realtà venerdì ]   Tempo incerto, ma punto freddo- Eugenio parte per Safran Bolo. Anche gli operai partono avendo terminato le due scuderie.- Vengono tre malati, uno dei quali porta un bel dindo a Maria.- Esciamo a cavallo, tornate a casa ceniamo-Oggi ho incominciato a studiare un poco di botanica
23 novembre 185023  [novembre 1850]   Bellissimo tempo- Mentre sono ancora in letto viene uno dei nostri Turchi che tosse in modo da crepare, e mi chiede una medicina che gli do. Vengono poi altri malati. Sul tardi Maria ed io esciamo a cavallo; ma il mio Sig. Cur fa da matto come mai non fece ancora- Lavoro al mio quadretto di ...
24-28 novembre 185024.25.26.27.28. [novembre 1850] Domenica Non ho scritto in questi giorni, perché nulla v’era da scrivere. Da due giorni però s’incominciò a lavorare la terra e subito si ruppero due aratri, per cui non ce ne rimane più che uno. I malati vengono in folla, ed avendo io giudicato che una cacciata di sangue era necessaria ad una povera donna asmatica,...
29 novembre 1850 – Inseguite dal cane29 [novembre 1850] Sabbato (sic)   Bella giornata ma non così serena come al solito per cui temo si guasti il tempo. Viene il vecchio Nassan colla moglie ed un bimbo a consultarmi per una sua figlia affetta di paralisi dello sfintere della vescica. La moglie è giovane ed  è sola,ma succede ad altra morta. Viene pure un vecchio Turco...
Lettere di un’esule – 8Costantinopoli, domenica 1 dicembre 1850 / La Posizione delle Donne nella Società Turca.
Lettere di un’esule – 9Costantinopoli, mercoledì 19 febbraio 1851 / Lotte Orientali – Sultan Mahmud – Riforme – Combattimenti Feudali in Asia – I Giannizzeri – Il Loro Massacro – I Suoi Effetti – La Nuova Armata – Prospettive.
Lettere di un’esule – 10Costantinopoli, mercoledì, 26 febbraio 1851 / Condizione Politica dell'Europa – Politica Francese – L'Esercito – Il Presidente – L'Assemblea – Rifiuto del Dono – Prospettive Politiche.
Lettere di un’esule – 11Asia Minore, sabato 23 marzo 1851./ Condizione Rovinata del Popolo Turco.
Lettere di un’esule – 12Costantinopoli, venerdì 2 maggio 1851.
Lettere di un’esule – 13Asia Minore, giovedì 7 agosto 1851 / La stagnazione della Turchia - Incapacità di progredire.
Lettere di un’esule – 14Asia Minore -Mercoledì 20 agosto 1851 / Vita privata del mussulmani
28 agosto 185128 Agosto [1851]   Ho abbandonato il giornale, eppure molte cose sono accadute che meritano,(per me almeno) di essere ricordate. Nel dicembre giunsero i Sigg. Madaguidi e Scanziani, il primo come ospite, il secondo come impiegato in mia casa ossia intendente amministratore o che so io. Furono bene accolti – Ma presto cominciarono dissapori fra Scanziani ed  Eugenio, quest’ultimo vedendo...
Lettere di un’esule – 16Asia Minore, Lunedì 8 Settembre 1851 / Abbigliamento e Pulizia Turca.
Lettere di un’esule – 17Asia Minore, Sabato 20 Settembre 1851 / Nozioni turche sulla felicità domestica.
Lettere di un’esule – 18Asia Minore, Novembre 1851 / L'educazione dei bambini turchi.
Lettere di un’esule – 19Dalla mia residenza in Asia Minore, 1 novembre 1851 / Le nobili virtù tra i Turchi.
Lettere di un’esule – 20Lettere di un Esule. ….Numero XX Condizione politica e industriale del popolo turco. Corrispondenza del The N.Y. Tribune. Asia Minore, mercoledì 19 novembre 1851. Se le virtù private e domestiche fossero sempre unite a quelle civili, ci accontenteremmo del desiderio di una rivoluzione sociale in Oriente che rovesciasse l’attuale classificazione della società, strappasse la fortuna, il potere e i privilegi...
4 Dicembre 18514 Dicembre [1851]   L’inverno è incominciato ieri- Aspetto Antinori  M.eur Strobl e sua moglie, un suo servitorello di anni 8 e un contadino. Altri due colle mogli ne raggiungeranno più tardi- Aspetto anche due falegnami, perché i miei lavori possino camminare meglio.- Ho già seminato il grano, che spunta pertutto. – Ora si sta lavorando alle risaie- Oggi ho...
5 Dicembre 18515 Dicembre [1851] Tempo incerto e freddo- Di buon ora partono M.eur Lengott con quattro par di bufali, e quattro contadini per le risaie- Antonini con altri quattro (uomini)per la montagna a tagliar legna da costruzione;Campana per la caccia, noi donne rimanghiamo in casa;facciamo seccare il riso,e lavorare l’orto.
6-7 dicembre 18516-7 [dicembre 1851]   Nessuna novità -Il tempo continua freddo e minaccioso, oggi però si è schiarato- Ritornato indietro l’ultimo par di bufali, perché troppo vecchi , e non mangiavano. Antonini si è deciso a restare quest’inverno .é andato sulla montagna per far tagliar alberi,e dice che ve ne sono di mirabili- L’affare del legname si presenta bene- Stamattina è...
Lettere di un’esule – 20(bis)Asia Minore, 15 dicembre 1851 / Un matrimonio turco.
7 Gennaio 18527 Gennaio 1852. M.eur e M.me Scrobl, Antinori, un Lombardo chiamato Pietro suo cameriere, un falegname, e due coltivatori tedeschi sono arrivati il 21 dello scorso mese, sono molto contenta di questa gente, e spero molto dalla loro cooperazione.- Il Dottor Bertani  fratello di Agostino , è venuto a passar meco le feste- è tornato Eugenio , ed ha contato...
19 Gennaio 185219 Gennaio [1852] Partiti finalmente da Ciaq Maq Oglou per Gerusalemme. Bellissimo tempo- Arrivati in quattr’ore di viaggio a Bugendar. Ivi ci accorgiamo di non avere i Terkeré. Io credo l’avesse Eugenio, e Eugenio credeva l’avessi io- Nella notte giunge Nadj Atanos e dice che il Kaimakan non me lo vuol dare perché Nassan Bey si oppone alla mia partenza;...
20 gennaio 185220 [ gennaio 1852] Giornata piovosa; queste faccende di Teckeré ci tengono sino a mezzo giorno; continua a piovere, e pensiam bene di trattenerci sino a domani; tanto più che dovremo aspettare ad Angora la soluzione di questo affare- Qui siamo alloggiati molto bene, è meglio aspettar qui che altrove- Ho comperato un altro cavallo per 700 piastre- Vengono in...
21 gennaio 1852  21 [ gennaio 1852] Nevica; ma verso le dieci, il tempo si rasserena un poco. Ver sera giunge Giorgi- Compro per lui un cavallo di 200 piastre. Partiamo- Bel tempo e mite- I cavalli si sostengono bene, quantunque caminino nella neve molto alta- Ci fermiamo al Dervent(1) per far colazione-  Giunti a Tcherky al cader del sole, e andati...
23 gennaio 185223 [ gennaio 1852] Partiti alle dieci ant.mer. Bellissimo tempo. Sole ardente, e neve altissima- II fiato dei cavalli si gela sui loro mustacchi, e noi bruciamo. Dopo quattro ore di viaggio ci fermiamo al villaggio di Tomgialen(1)  ove facciamo una parca colazione- Si alza un vento freddo, ma presto passa- Ci rimettiamo per via- Si sale un’alta montagna coperta...
24 gennaio 1852  24 [ gennaio 1852] Sabbato Bellissimo tempo. Sole caldo, e neve gelata- Partiamo verso le dieci a.m. accompagnati da un Zappetier(1)  -Caminiamo (sic) tutta la mattina in fondo ad una magnifica valle- Monti vulcanici, vista bellissima. I monti formano dei bacini separati gli uni dagli altri da roccie che vengono innanzi come le quinte di una scena. Varie sorgenti...
25 gennaio 185225 [ gennaio 1852] Domenica Nevica leggermente,ma il tempo sembra volersi aprire,e ci decidiamo a partire nonostante. Il figlio del padrone di casa ,un uffiziale chiamato Alunat Aga(1), ci si offre per guida sino ad Angora- Partiamo – Dopo due ore di strada ci accostiamo verso un villaggio detto Depé(2) …… per far colazione – Cessa la neve – Ripartiamo...
26 gennaio 1852  26 [ gennaio 1852]- Lunedi Tempo magnifico- Partiamo di buon ora,perché abbiamo una lunga tappa- Nessun villaggio per la via- Facciamo colazione sulla cima di un monte,seduti sulla neve,sotto un sole cocente.- Monti di alluvione- Si incominciano a vedere ciottoli di porfido,e di serpentino . Verso le cinque sbocchiamo nel piano di Angora, e vediamo la Città posta alle...
27 gennaio 185227 [ gennaio 1852] Martedi- Ieri, a sera vennero due signori per parte del Kaimakan ad invitarci alle case loro- Risposi che sarei andata la mattina appresso – Stamane tornano d’altra parte Giovanni e Favi- Mi dicono di avermi quasi fissata una bella casa dove staremo tutti assieme senza seccature. Vengono Petrecchi padre e figlio; viene il Padre Antonio –...
7 febbraio 1852  7 Febbraio [1852] Sab.to Finalmente siamo esciti da Angora Città iniqua – Il Kaimakan non ci volle lasciar partire se io non gli davo 3000 piastre. Forza mi fu rilasciargli un ordine sopra M.er Allexon, ma ho fatto in modo di avvertire quest’ultimo- Anche la nostra padrona di casa ci fece impazzire – Molti oggetti ci mancarono,e di tutto...
8 Feb 18528 Feb [1852] Freddo , e brutta giornata, si parte verso le 10 a.m. Ho passato una pessima notte, e temo di non reggere allo strapazzo come facevo per l’addietro – Ma mi raccomando al Signore,e proseguo senza dir niente – Il vento è cosi forte che scuote i cavalli, e il cavallino di Maria quasi cade, poi si spaventa...
11 febbraio 185211 [febbraio 1852] Mercoldì Ho passata un’ottima notte, e mi sento un pò ristorata, ma l’espulzione mi cagiona ancora molto incomodo- L’ammalata sta meglio – Partiamo verso le  10 an.me. ed in un’ora di tempo giungiamo al Kenpran ossia ponte, perché villaggio situato presso ad un antico ponte sull’Alisso (Gussul Fermek) (1) – Il ponte non è di architettura Romana,...
12 febbraio 185212 [ febbraio 1852] Giovedì Buon riposo, ed oggi mi sento rinascere- Spero avere sormontato il primo, e mortifero effetto della fatica- Nebbia folta- Si pagano e si congedano i quattro Gavaysi Ancirani (1), e se ne prendono due del villaggio- Partiamo verso le dieci an.m. – Che paese traversiamo durante le 2 prime ore, nol so, poiché caminiamo (sic)...
13 febbraio 185213 [febbraio 1852] Venerdì Notte infame per la folla delle pulci- Stiamo tutte e tutti in piedi gran parte della notte ammazzando e grattando- Alla mattina quanto più presto possiamo partiamo- Piccioli rialzi di terreno ci tolgono la vista del Kurd Belli che ci sta dinanzi- Dopo due ore di viaggio giunti sulla vetta dell’ultimo monticello scorgiamo di bel nuovo...
15 febbraio 185215  [febbraio 1852] Domenica   Fermata a Kir  Cheihr- Scrivo lettere e disegno- Antinori e Campana vanno a vedere le tombe.       Note: La tomba fu costruita nel XIII secolo. È datato alla seconda metà del secolo. La cupola ha un corpo ottagonale su una base quadrata con angoli smussati. Per la transizione da forma cilindrica a forma...
16 febbraio 185216  [febbraio 1852] Lunedì Il nostro padrone di casa ci domanda 350 piastre- Le riduciamo a 250, ma con grande stento e mal’umore.- Veri Turcomanni- Partiamo verso mezzodì- Passo a vedere due delle tombe con annessa una Moschea in rovina. La tomba di Nadink Pascià, e quella di Georgy Bey- Monumenti interessantissimi, e molto belli – Ornati stupendi- La seconda...
17 febbraio 185217  [febbraio 1852]  Martedì   Notte con pulci- C’indicano una strada più breve e migliore per Asacen. 5 ore oggi, 5 domani, 8 dopo dimani. Ma ci vuole una guida, e prendiamo uno del paese a venti piastre il giorno. Midilli un poco anch’esso, tutti sono stanchi e si affaticano vanamente. Ciò nullameno partiamo- Dopo due ore comincia la  salita...
18 febbraio 185218 [febbraio 1852] Mercoldì Notte discreta- Congediamo la guida- Paese di ladri- Ci rubano Cural, ma i Zappettiers lo ritrovano- Dispute coi padroni di casa. Partiamo verso le dieci; a 12 fermata ad Acgialur (1)- Buona casa- Le donne portano un beretto, come una torre ornati di monete e penne di struzzo- Due ore di riposo e rimontiamo in sella....
19 febbraio 185219 [febbraio 1852]  Giovedì   Notte discreta.Alla mattina neve e vento; più tardi cessa la neve, e s’acqueta il vento. Partiamo- Dopo due ore e mezzo di strada in mezzo a monti sassosi, arriviamo al fiume Nalisso che passiamo sopra a un antico ponte di pietra ad un arco solo- Sembra opera Europea. Pochi passi dopo il ponte troviamo un...
20 febbraio 185220 [febbraio 1852]   Venerdi Notte cattiva- Bel tempo- Il Dragomanno,ed uno dei Zappetier sono andati innanzi dal Console. Noi partiamo alle 10 . e ci dirizziamo verso un villaggio che ci venne indicato come trovandosi a due ore distante da Suk Son – Caminiamo (sic) per quattro ore. Scesi dal monte,varcato il Nalisso su di un ponte, entrati in un...
21-27 febbraio 185221-22-etc.sino al 27.- [febbraio 1852] Maria è ammalata- Antonini è impazzito. Con tuttociò ci lusinghiamo di partire domani- Ho preso un uomo per sorvegliare Antonini sino a Tarso ove lo inbarcherà per Genova- I Banchieri di questa Città ; Karandi,si sono mostrati cordialissimi, e mi hanno avanzato 7000 piastre. Ma la metà di queste sarà spesa prima di partire da...
Lettere di un’esule – 21mercoledì 25 febbraio 1852 / Cesarea
28 febbraio 185228 Febb. [1852] Domenica Maria sta meglio- Antonini sebbene pazzo non ista male- Partiamo.- Si è speso a Cesarea circa 4000 piastre- ci accompagnano un pezzo di strada Ali Gavas e il dottore Nadj-Looj va innanzi a Engelm- Noi anderemo a pernottare ad un Tchifflik 3 e mezzo distante per risparmiare le forze di Maria, e Antonini. La strada ci...
1 marzo 1852  1 Marzo [1852] Lunedì   Notte buona- Antonini peggiora- Mi fa chiamare. Lo trovo in uno stato deplorabile quantunque il polso sia buono, e la mente tranquilla- Chiede di tornare a Cesarea- Lo persuado ad avvicinarsi con noi al mare per indi far ritorno alla famiglia. Si arrende, e partiamo- Due o tre ore di viaggio- Incontriamo un Zapetier...
2 marzo 18522 Marzo [1852] Martedì   Notte buonissima- Antonini sta male ma è in senno. Appena può sorreggersi.- Gli troviamo un arabà(1) con buoi che lo condurrà al villaggio mediante 50 piastre- Partiamo- Io ho soscritto alla scuola per cento piastre all’anno.- Dopo due ore di camino verso      S.S.O. Saliamo un eminenza e ci troviamo in faccia ad un lago, che...
3 marzo 18523 Marzo [1852] Mercoledì   Notte ottima- Antonini stà un po’meglio ma si lagna assai dell’arabà- Gli troviamo un camelo per 20 piastre al giorno,sul quale spero starà meglio- Partiamo alle 9 a.m.- Ci accostiamo ai monti che spaleggiano Kara Nissar,e che si avanzano nel piano in questo modo relativamente alla gran catena del Tauro.   ____________ TAURO___________   AGRO                                                        ...
4 marzo 18524 [marzo 1852]Giovedì   Mi dicono che la giornata, è di otto ore, ma v’é un villaggio a mezza strada- Io scelgo di ivi fermarmi per amor di Maria ch’é ancor debole, di Antonini, e dei cavalli- Antonini  però sta meglio assai. Partiamo alle nove e mezzo a.m.- Abbiamo passato una pessima notte grazie alle pulci che piovevano dalla soffitta-...
6 marzo 18526 [ marzo 1852] Sabbato Ottima notte, senonché Antonini è stato male ed ho dovuto alzarmi. Vaneggiava, e capiva di vaneggiare. Si calma con dell’acqua di Melissa. Giunto il padrone Catergi – Partiamo alle 8,30 ed entriamo in una valle nella catena del Tauro- Si cominciano a vedere alcuni cespugli- Il vento s’innalza gagliardo e freddo. Dopo due ore ci...
7 marzo 1852  7 [ marzo 1852] Domenica Notte discreta- Partiamo alle 8,30 ed entriamo nella parte più larga della valle tenendo sempre a mezzo dì. Presto però invece di continuare nella valle, pieghiamo sulle alture di diritta,ed entriamo in alcune amenissime vallette situate nell’interno di quei monti. Dopo men che due ore un Khan , ove facciamo colazione e riposiamo sino...
8 marzo 18528  [ marzo 1852] Lunedì   Partiti alle 8,30 a.m. Piegati a diritta sui monti entriamo in gole strette, e sassose, e caminiamo (sic) sempre verso il sud- Traversiamo una valle più larga dominata da un magnifico castello già fabbricato da Ibrahin Pascià- Molte rovine di castelli e forti si scorgono in vari punti- Il paese dice il nostro Gavas,...
9 marzo 18529  [ marzo 1852] Martedì Notte piutosto buona- Partiamo alle 8 – La valle sembra aprirsi, ma presto si ristringe- Caminiamo (sic) nella direzione del N.E. di che mi meraviglio assai . Vedo che siamo discesi al di là di Adana ed ora ci convien rimontare- Dopo tre ore di strada  ci fermiamo ad un Khan; ove è anche la...
10 marzo 185210  [ marzo 1852] Mercoledì Siamo andati fuori di strada, e ci troviamo a 4 ore da Adana ed a due da Tarso: vale a dire che siamo sboccati sulla strada da Adana a Tarso- Antinori rincomincia le sue istanze per andare a Tarso- Io gli consiglio di andarvi senza di me. Dice di non volere andar solo, ed io...
11 marzo 185211  [ marzo 1852] Giovedì   Ho dormito di un sonno profondo, ma non mi sento riposata- Ho dei brividi, e temo un assalto di febbre- Gli ultimi giorni di viaggio, e le cattive notti hanno esaurito le mie forze- Ricevo il Bonjoldur(1) del Pascià, ed un invito indiretto di andarlo a visitare- Faccio un giro in Bagar e vado...
16 marzo 185216  [ marzo 1852] Martedì Partiti alle 10,30 a.m. accompagnati da trentadue cavalli e cavalieri- Cinque guardie, ed Hadj Mustafà, il Console Sardo, suo Dragomanno, suo Gavas, e suo amico Sig. Ernesto incaricato del Console Inglese; I tre Dottori, e il Gavas del D.r. Orta; tre persone della casa ove alloggiai.- Il mio padron di casa non volle pagamento, ma...
17 marzo 185217  [ marzo 1852] Mercoledì Notte discreta- Alla mattina vento e pioggia- Verso le nove s’apre il cielo e partiamo- Due ore e mezzo di viaggio lungo la riva sinistra del fiume, dopo varcato il ponte si scorgono verdi praterie.- Incontro dei ladri- Alcune delle nostre guardie li conducono fuor della strada, ed ivi li trattengono sinché non passati tutti...
18 marzo 1852  18  [ marzo 1852] Giovedi   Notte pessima per le infinite  pulci ed altri animalucci. Alla mattina verso le 7,30 a.m. ci mettiamo per via avendo accresciuta la nostra scorta di altri quattro Zappetiers- Nove in tutto,. e Kadj Mustafà- Dopo pochi passi scorgiamo un attendamento assai esteso di Turcomanni- Presso alla strada vediamo un gruppo di gente- Sono...
19 marzo 185219  [ marzo 1852] Venerdì Notte discreta- Visita alla prima moglie di Mustuk Bey, dalla quale vengono le altre tre- Una di esse è malata. Il cavallo di Antinori zoppica, ma gli dicono che caminando gli passerà, e così partiamo- Voltata la punta sulla quale sta il Khan di Bajas scorgiamo Alessandretta sulla riva del  mare, ed alcune vele che...
20 marzo 185220  [ marzo 1852] Sabato Notte buona per me- Andiamo a passeggiare sul lido, e troviamo molte belle conchiglie, e brecce vaghissime- è giunto un Missionario Americano colla moglie da Anter ove convertì al Protestantismo seicento persone, ma non so di qual fede- Qui già la moglie sta predicando sulla strada ad alcune donne- Di ciò avvertita esco per vederla,...
21 marzo 185221  [ marzo 1852] Domenica Il cavallo non è in grado di viaggiare – Antinori dopo molte fluttuazioni si decide a lasciarlo ad Alessandretta sino al nostro ritorno- Prendiamo un cavallo a nolo e partiamo- Ma strada facendo cambia d’avviso, e si decide a rimandar Pietro ad Alessandretta da cui ripartirà fra tre o quattro giorni per Beyruth col cavallo...
22 marzo 185222  [ marzo 1852] Notte buona- Tempo piovoso- Verso le 10 a.m. cessa la pioggia e ci mettiamo per via. Caminiamo (sic) verso mezzo giorno nelle gole formate dal Giavur Daghda (1) – Strada pessima e faticosa. I monti vanno perdendosi, e sbuchiamo dopo 2 ore e trenta di viaggio in un piccolo piano bagnato da un lago, sulla riva...
23 marzo 185223  [ marzo 1852] Notte pessima- Mi svegliano col dirmi che le Autorità militari hanno requisito i cavalli del nostro Katergi, ma li hanno poi rilasciati- Non permettono però ad Alepson di affittarne uno sino a Latakia – Questo accidente ci trattiene sino alle 11 a.m.- Viaggio penoso- Sulle prime caminiamo (sic) fra colli ridenti nella direzione del mare. Quindi...
24 marzo 185224  [ marzo 1852] Notte ottima; ma piove dirottamente, e dopo molto esitare ci risolviamo ad aspettare un giorno.- Il capo del villaggio viene a consultarmi sulla sua salute- Bellissimo giovane; colorito delicato e femminile, corporatura un pò grossa; sguardo dolcissimo, espressione languida. Facilmente mi accorgo della cagione del suo male.- Ha due mogli- Mi prega di visitarne una che...
25 marzo 185225 [ marzo 1852] Notte buona, il tempo minaccia,pero’partiamo alle 8; poco dopo sopragiunge una forte pioggia che penetra i nostri materazzi (parola cancellata e sostituita con “macblete”) e sino alle nostre ossa – Incontriamo i soldati che lasciarono il villaggio un’ora prima di noi, e li avanziamo- A mezzo giorno dopo costeggiato un picciol lago giungiamo ad Onckui, grosso...
26 marzo 1852(posizione approssimativa. A tre ore da Latakia) 26 [ marzo 1852] Notte discreta, ma terminata bruscamente alle 5 a.m. perché si tratta di riparare la perdita del tempo e di arrivare oggi a Latakia- Io son persuasa che non si puo’, ma Alepson sostiene che si. Partiamo verso le 7 quasi nel tempo stesso che i soldati, ma li lasciamo ...
27  marzo 185227  [ marzo 1852] Notte discreta- Partiamo di buon mattino, e ci perdiamo ancora- Prendiamo per guida un Ansais che ci rimette sulla strada- Verso il mezzo  giorno entriamo a Lattakia , e andiamo a smontare dal Console Inglese.- Bella casa, bella moglie e buone maniere- Ci ha preso una casa contigua alla sua, ma ha preparato per me una...
28 marzo 185228 [ marzo 1852] Notte discreta, sebbene con pulci.- Stiamo per partire, ma il danaro non si vede.- Il Console dorme fino alle 8- Mando in giro il suo Dragomanno, ma essendo Domenica tutti i negozianti del paese sono in chiesa- Frattanto viene il Vescovo a farmi visita. Vengono pure i principali negozianti del paese- Ho dimenticato di dire che...
29 marzo 185229 [ marzo 1852] Noi donne non abbiamo chiuso occhio per le infinite pulci . Gimbelletta è un sito delizioso situato vicino al mare a poca distanza dal Djebel(1)  ……….. in mezzo a verdi praterie- Dinanzi alla Moschea si stende un tappeto d’erba che farebbe invidia ad un giardiniere Inglese.- Alcuni alberi secolari gettano l’ombra dei loro rami su quel...
30 marzo 185230 [ marzo 1852] Notte buona, ma breve- Mi alzo col Sole- Il cavallo di Maria zoppica- Le faccio montar Kur , e io monto la cavalla- Il Dragomanno si ferma a Tortosa in cerca di una montura- Prima fermata in una prateria cosparsa di cespugli- Passiamo vicino ad un accampamento di Arabi- Chiediamo del latte, ma non ce ne...
31 marzo 185231 [ marzo 1852] Notte  buona a dispetto delle cimici che abitano questi bei materazzi- Andiamo nel Bazar- Bei lavori di seterie- Un odore di fiori di aranci, e di limoni ascende da tutti i giardini della Città- La Città è ben fabbricata- Il cavallo di Maria sta bene.- Son le 12 quando giunge il Katergi e il Dragomanno- Il...
1 aprile 18521 Aprile [1852] Notte felice, ma troppo breve- Ieri a sera nel giungere a Bedrum passando sotto ad un viale di gelsi M.is Parker urtò con la testa contro i rami,e fu gettata da cavallo. Si fece un pò male all’occhio ed  alla fronte, ma nulla di conseguenza. Partiamo verso le 8 a.m.,e seguendo una guida che deve condurci sino...
2 aprile 18522 Aprile [1852] Partiamo colla pioggia, ma poco dopo si rasserena. Nadj Mustafà con Alepson sono andati innanzi per procurarci un alloggio – La prima mezz’ora abbiamo strada pessima; poi scendiamo sulla spiaggia ed  ivi sulla arena non si cammina male- A pochi minuti da Beyruth,troviamo Pietro col cavallo del M.re , Alepson,e il Gavas-C’informano che siamo alloggiati alla locanda...
3 Aprile 18523 Aprile [ 1852] Notte ottima- Altro giro nel Bazar- Cerco invano delle scarpe per Maria; trovo invece un cappello- Il Dragomanno del Console Sardo ci trova i Katergi ma non si possono ridurre alla obbedienza prima delle due- Ci vuole un cavallo per Nadj Mustafà ed uno per Alepson- Altre difficoltà- Più di due ore stiamo in piedi aspettando-...
4 aprile 1852  4 Aprile [ marzo 1852] Partiamo verso le 7. Arrivati a Seida(1) dove ho una lettera pel Console di Francia, e pel D.re Gaubillardet- Sono invitata da quello a colazione- Accettiamo, ed un’ora dipoi facciamo una squisita refezione. Ci consigliano a passare per Nazzarett, e non per Jaffa- Aderiamo- Ci rimettiamo per via, ma il caldo è si forte...
5 aprile 18525 Aprile [ 1852] Fra la lentezza dei Seis, e dei Katergi, fra la lentezza del Midir che deve procurarci una guida, e ci manda invece due Gavas, che non conoscono la strada giungono le otto che ancora non siamo partiti- Il caldo è già forte- Il cavallo di Antinori non può strascinarsi;lo conducono nel mare ma non migliora- Quando...
6 aprile 18526 Aprile [1852] – Quando mi alzo sento che Alepson è andato al Khan della montagna, onde aver nuova dei cavalli ivi abbandonati iersera. Gli altri due malati sembrano aggravati assai. Antinori mi fa osservare che volendo salvarne alcuno, dobbiamo trattenerci quel giorno, poiché tutti sembrano più o meno affetti da un male nascosto .  Acconsento e si pianta la...
7 aprile 18527 Aprile [ 1852] Alla mattina piove,il tempo sembra mettersi al brutto. Si parte non ostante. I due cavalli malati seguono a mano. Le quattro mule dei Katergi servono ai nostri cavalieri, e  dei cameli portano il nostro bagaglio in luogo delle mule. La pioggia ci accompagna. A mezzo giorno ci fermiamo sotto alcuni ulivi. Più tardi il tempo si...
8 aprile 18528 Aprile [1852] Notte ottima, in ottimo letto. Gazal non si è veduta. Cerchiamo cavalli, ma chiedono prezzi esorbitanti. 60,80,100 piastre per bestia da qui a Gerusalemme. Il Midir (Kurdo) ci offre i suoi servigi, trova cavalli per noi , ma sempre in quei prezzi.- Promette di trovar Gazal se è nel villaggio: quindi dichiara che è stata perduta fuori,...
9 aprile 18529 Aprile [1852] Partiti alle 6 e mezzo colle nostre guide Nazarene. Sono due Abrami padroni dei cavalli di affitto- Parlano correntemente l’Italiano. Alle  10 ci fermiamo sotto alcuni ulivi. Riposo.- Si riparte all’una . Monti senza fine, e strade pessime, sole , sassi- Nel scendere per una via rovinata Kur cade nella testa, ed io sotto di lui sulla...
10 aprile 1852 – Gerusalemme10 Aprile [1852] Incontriamo una folla di Turchi di ritorno dall’ annua festa detta del Sandrach o cosa simile- Famiglie intere montate su di un camelo- Tutti incontrandoci ci scagliano dietro maledizioni,  ed improperi- Alle dieci fermata sotto gli ulivi . Il caldo è eccessivo. Alle undici rimontiamo in sella. L’acqua è rara- Pero; dopo quattro ore di strada s’incontra...
11 aprile 185211 Aprile [1852] Alzatami alle 8 ; e andata a sentire la messa alla chiesa del S.to Sepolcro- All’entrare vedo quattro Turchi seduti in una nicchia, simile ad uno dei loro caffé, che fumano, bevono il caffé, e chiaccherano- Seppi, erano Giudei ivi stabiliti per mantenere l’ordine- La chiesa è bella ma singolare- Nel mezzo il Sepolcro a cui stanno...
13 aprile 185213 Aprile [1852] Alzata alle 3 ; giunta alla chiesa Armena alle 4; Assisto ad una magnifica funzione.- Un vecchio patriarca: Dodici Vescovi Armeni, quattro Abissini – Abiti, apparati, vasi, bandiere, tutto oro, e pietre preziose.- Alle 8 torniamo a casa, e vado a riposare- Sul tardi andiamo a presentare i nostri rispetti al Patriarca Armeno.- Ci riceve con molta...
14 aprile 185214  Aprile – Prego il Padre Vicario di avermi una udienza dal Patriarca – Andiamo dal Pachà – Vecchio infermo; male alloggiato: due gazelle piccole, una delle quali ci regala a Maria, ma è moribonda.- Chiediamo dei mezzi per andare al Giordano senza pericolo- Ci darà due Arabi per guida; ma dovremo pagare a questi cento piastre a testa.- I...
15 aprile 185215 Aprile [1852] Giovedì   Col D.re Villemain, e col D.re Mendelsohn andiamo a visitare da vicino Siloe e le sue tombe, il monte, e l’orto degli Ulivi- Nell’orto  di Getsemani cogliamo dei rami d’ulivo, la grotta ci sembra poco autentica, poiché il Vangelo non dice parola di essa- La tomba della Vergine essendo in mani dei Greci non possiamo...
16 aprile 185216 [ aprile 1852] Venerdì Il male allo stomaco mi è passato, ma mi sento debole- Vado dal Patriarca per presentargli mia figlia che desidero far Cresimare e Communicare. Non pare così affettato, come daprima ;  si direbbe un uomo composto di dignità, e di affabilità; che non sapendo mescolare insieme queste due qualità, ne riveste ora l’una e ora...
17 aprile 185217 [aprile 1852] Sabbato Conduco Maria dalle Suore che la ricevono con molto affetto- Più tardi andiamo a vedere le tombe dei Re d’Israele  – Antinori ci conduce- Camere sotterranee in cui s’aprono  molte celle così composte  – Ogni cella contiene tre letti funerei – Queste rovine sono situate nella valle di Giosaphat dalla parte di Gerusalemme- Più innanzi vi...
19 aprile 185219 [aprile 1852] Lunedì Andati a S. Giovanni del deserto a cavallo degli asini- Strada pessima- Il villaggio ed il Convento di S. Giovanni sono sul pendio di un monte che domina una valle piutosto verde, e fresca- Nel Convento sta la grotta dove nacque S. Giovanni- La chiesa è piuttosto bella: la grotta ricoverta di marmi come tutto il...
20 aprile 185220 [aprile 1852] Martedì Visita alla Consolessa Inglese, e concerto con essa pel domani-  Visita col D.re Villemain ai lebbrosi.- Giovinetta di 15 anni non formata, infetta, e divorata di lebbra e di rogna, che  si maritò in questo stato un’ anno addietro con altro lebbroso- Vari gradi della lebbra- Somiglianza grandissima colla pellagra.-  
21 aprile 185221 [aprile 1852] Mercoledì Visita allo ospedale tenuto dagli Inglesi per gli Ebrei.- Pulizia molta; ma il pensiero di edificare un’ospizio pei soli Ebrei mi sembra singolare.- Andiamo a confessarci con Maria che le suore dichiarano bastantemente preparata per ricevere i sagramenti- Il Curato mi fa una predica politica- Lo prego di limitarsi a rimproverarmi le colpe di cui mi...
22 aprile 185222 [aprile 1852] Giovedì I cavalli non vengono che alle 8 e mezzo – Il figlio di adozione del Console Botta, e M. Amedee chiese di unirsi a noi e accettiamo- Si parte, e si giunge alle 11 a Saba.- Il convento è chiuso e non si apre- Ci  ricusano anche l’acqua; il caldo è eccessivo , non c’é né...
23 aprile 185223 [aprile 1852]Venerdi Alle 2 e mezzo a.m.ci mettiamo in viaggio .- Mia gioia vedendo il cielo annuvolato, e sentendo il vento quasi freddo che ci viene incontro .- Quando spunta il giorno vediamo ai nostri piedi il Mar Morto – Il Paese è bello nella sua orridezza – Il torrente di Cedron spaventa – Ora è asciutto – Alle...
24 aprile 185224 [aprile 1852] Sabato Disputa fra il M.r e Campana – Prima delle 4 montiamo a cavallo – Il tempo sebbene sereno è fresco . Risaliamo i  monti che scendemmo ieri, ma più verso settentrione. Passiamo davanti varie rovine .- Fra l’altre quella di un antico Khan fortificato che si dice essere stato il teatro della famosa parabola del buon...
25 aprile 185225 [aprile 1852] Domenica Alzate alle 5, andate in chiesa, assistito alla abiura, ed al battesimo etc. di una protestante convertita al Cattolicesimo- Maria cresimata, e comunicata per la prima volta- Fatta la pasqua ancor io .- Torno a casa mezzo morta di fame, e di debolezza.- Regali di Maria.-
26 aprile 185226 [aprile 1852] Lunedì Visita al Patriarca- Regalo a Maria di una reliquia della Vergine, ed a me di una conchiglia di madreperla lavorata – Arrivo del Console Austriaco- Comperato due altri cavalli- Un cavallo brutto, ma ottimo per 580 piastre. Una bella giumenta per 1100- Un altro cavallo bellissimo con garanzia scritta per 1800 piastre.- Siamo stati a Bethlehem...
6 maggio 18526 Maggio [1852] Si parte da Gerusalemme, ed io ne parto col cuore addolorato- Il mese quivi passato fu per me una serie di dolcissime emozioni- M.r Le Quena, ed il D.r Mendelsohn, e Villemain partono con noi, ma non credo che rimarremo lungamente insieme. Andiamo a pernottare ad El Birch villaggio 3 ore distante da Gerusalemme- Mendelshon monta il...
7 maggio 18527 Maggio [1852] Antinori monta il cavallo nuovo e partiamo verso le 4 a.m.- I Francesi sono partiti mezz’ora prima- Verso le 9 ci troviamo alla stessa fermata presso ad una fonte- Disputa fra Antinori e Antonini- Si riappattumano- Ripartiamo verso il cadere del sole e giungiamo sul far della notte a Nabulis- Troviamo tutto pronto, tenda e cena: mangiamo,...
8 maggio 18528 Maggio [1852] Altri cavalli sferrati, ed altro ritardo – Poco dopo la nostra partenza si alza il sole – Caldo insoffribile,e mosche crudelissime nella pianura di Nazareth – A mezzo una pozzanghera d’acqua nera , a diritta di questa un monticello con rovine abitate da Arabi – Non v’é un palmo d’ombra, e i cavalli sono pazzi per le...
Lettere di un’esule – 22Ciaq Maq Oglou, (Asia Minore,) 1 marzo 1853 / Un Lungo Viaggio - Destino di un Ribelle Turco - Ritirata di un Esule - Il Saccheggio di Viaggiatori Inglesi e Americani.
Lettere di un’esule – 33Ciaq Maq Oglou, 5 giugno 1853 / Un Governatore Turco.
Lettere di un’esule – 34Ciaq Mak Oglou, 5 Giugno 1853 / Dervisci e i Loro Miracoli.
Lettere di un’esule – 35Ciaq Maq Oglou, 5 giugno 1853
Lettere di un’esule – 36Ciaq Mak Oglou, (Asia Minore) luglio 1853/ Un viaggio attraverso l'Asia Minore
Lettere di un’esule – 37Ciaq Mak Oglou (Asia Minore) Agosto, 1853
Lettere di un’esule – 38Ciaq Maq Oglou, Asia Minore, Agosto 1853

Il viaggio a Gerusalemme e ritorno. Le mappe del viaggio

By evidenza, In Prima Pagina, news
La seconda parte del diario tratta dell’avventura del viaggio verso Gerusalemme e i primni giorni del ritorno.

Le cartine che riporto qui sotto sono stata create in base al racconto di Cristina.

 

 

Il viaggio verso Gerusalemme. E’ partita il 19 gennaio 1852 e arrivata il 10 aprile 1852

Il mio viaggio è stato lungo, e attraverso paesi raramente visitati dai viaggiatori stranieri. Partendo dall’estremità settentrionale dell’Asia Minore, non lontano dal Mar Nero, ho visitato l’antica Galazia, Bitinia, Cappadocia e Cilicia fino a Tarso; quindi entrando in Siria, ho costeggiato il mare siriano attraverso Alessandretta, Antiochia,Latakia, Tortosa, Tripoli, Beirut, Sidone (l’antica Sidone), Sur (l’antica Tiro) e San Giovanni d’Acri. Poi, girando improvvisamente a sinistra e lasciando la costa, ho costeggiato il piede del Monte Carmelo, attraversato le colline della Galilea, raggiunto Nazareth, visto Sichem e Naplouse (l’antica Samaria), e infine sono entrata nelle mura sacre di Gerusalemme. Questo è stato il mio percorso in andata.”

 

 

Il Ritorno a Ciaq Maq Ogloù. Ripartita il 6 maggio 1852 e arrivata a “casa” il 13 gennaio 1853

“Nel ritorno sono arrivata fino a Nazareth di nuovo per la stessa strada, tranne che ho visitato Sebaste; invece di girare verso ovest e verso il mare, ho seguito una rotta settentrionale, ho visto Tiberiade e il suo lago ardente, ho ammirato le belle cime su cui è arroccata la città santa di Safed, ho attraversato quel tratto di deserto che si estende dai Beni Jacob, una delle sorgenti del Giordano, a Damasco, per cercare qualche giorno di riposo nella città regale, dove i miei pochi giorni si sono prolungati in mesi. Da Damasco sono andata a Baalbek; da Baalbek al Monte Hermon, ai cedri del Libano, ad Homs, a Nauca e ad Aleppo, attraversando le vaste pianure abitate dai Turcomanni e passando intorno al piede del Djaour Daghda, ho raggiunto Alessandretta, e da lì il Tauro. Lì ho cambiato nuovamente strada, e invece di passare attraverso la Cappadocia, ho tenuto verso nord-ovest e ho trascorso dodici giorni attraversando le catene del Tauro e dell’Anti-Tauro, arrivando a Konya, l’antica capitale della Karaman. Da Konya sono entrato in Galizia, ma da un lato diverso. Ankara l’ho ora lasciata sulla destra, e attraversando il territorio curdo, ho attraversato le montagne curde che si estendono dal Mar Nero fino a Baghdad. Ci siamo fermati nella piccola città di Bagleadur sul lato nord di quelle montagne, e da lì fino a casa mia c’era solo una cavalcata di tre ore. Come ho già detto, è stato un viaggio doloroso, pieno di pericoli immaginari e di sofferenze troppo reali. Ho dovuto attraversare le pianure dei Turcomanni, le montagne curde, la popolazione di briganti del Djaour Daghda, i rifugi dei Drusi e dei Metuali, e le regioni tanto temute degli Arabi, dei Beduini, degli Ausarj e dei Yezidi.

 

Ed ecco il diario diviso giorno per giorno. Ringrazio i miei genitori per la trascrizione.

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Il guado del Var

By Approfondimenti


Saint-Laurent-du-Var

Al guado con i ‘gueyeurs’ (i traghettatori)

Fino al XIX secolo, l’attraversamento del fiume Var, privo di ponti, avveniva a spalla d’uomo.

Il ponte tra città di Saint-Laurent-du-Var e Nizza si chiama Pont Napoléon III (Ponte Napoleone III), in omaggio all’imperatore che riannesse Nizza alla Francia nel 1860. Bombardato durante la guerra nel 1943, fu ricostruito nel 1950.

Prima di essere in pietra, questo ponte era in legno. La sua costruzione risaliva al 1792. E prima del 1792, il fiume si attraversava a guado.

Nel 1763, arrivato sulle rive del Var, il medico inglese Tobias Smollett, il primo turista famoso di Nizza, raccontò: «Nel villaggio di Saint-Laurent, famoso per i suoi vini moscati, c’è una squadra di traghettatori sempre pronti a guidare i viaggiatori nell’attraversamento del fiume. Sei di questi uomini, con i pantaloni arrotolati fino alla cintola, con lunghe pertiche in mano, si presero cura della nostra carrozza e con mille deviazioni ci condussero sani e salvi all’altra sponda.»

È così che il fiume veniva attraversato da secoli. Lo storico nizzardo Edmond Rossi lo ha studiato in dettaglio. Riferisce che, fino al XV secolo, sulla riva si trovava un eremo dove i religiosi assicuravano il passaggio in barca ai pellegrini diretti all’abbazia delle isole di Lérins.

Nel XV secolo apparve la professione di «gueyeur». Il mestiere consisteva nel portare i viaggiatori a spalla d’uomo. Mettendosi in più persone, portavano anche le carrozze.

Ogni mattina, i gueyeurs sondavano il fiume, lo ripulivano da rami e detriti, e piantavano pali nei punti più sicuri. Il mestiere richiedeva forza fisica, ma anche… moralità. Si possono infatti immaginare le tentazioni suscitate dal trasporto a spalla delle belle viaggiatrici!

Ci furono abusi, furti, stupri, truffe. Alcuni gueyeurs furono imprigionati.

La professione dovette organizzarsi. Nel 1758, ne fu incaricata un’impresa privata.

Fu firmata una convenzione. Gli uomini dovevano essere «giovani, vigorosi e saggi, tenuti a vestirsi in modo da evitare ogni scandalo e ogni indecenza». Fu adottato un codice di condotta:

  • È necessario che i gueyeurs siano persone scelte e timorate di Dio,
  • che frequentino i sacramenti e facciano la Pasqua ogni anno,
  • che indossino un grembiule attorno alla cintola,
  • che abbiano pudore e onestà verso le persone di sesso femminile (sic),
  • che siano caritatevoli verso i poveri e trattabili verso gli altri,
  • che non siano abbrutiti dal vino per non annegare e annegare gli altri.

Così si attraversò il Var per secoli. Victor Hugo o Alexandre Dumas ne danno testimonianza.

Ci furono anche eserciti interi che dovettero attraversare il fiume.

  • Nel giugno 1538, fu costruito un ponte di barche per far passare i 700 lancieri e 200 cavalieri della scorta di Francesco I, venuto a firmare la Pace di Nizza con Carlo V.
  • Nel marzo 1629, lo stesso per l’attraversamento dei 10.000 cavalli e 12.000 fanti del duca di Guisa.
  • Nel 1691, le armate di Luigi XIV attraversarono il Var al guado di Gattières per andare a combattere il duca di Savoia.
  • Nel 1744, l’esercito spagnolo venuto ad affrontare il Regno di Piemonte-Sardegna edificò passerelle di legno da un isolotto all’altro in mezzo al fiume.

Il 29 settembre 1792, il generale d’Anselme fece attraversare l’esercito rivoluzionario francese a guado e a nuoto. Uomini e cavalli furono trascinati via dalla corrente. Anselme decise che bisognava costruire un vero ponte di legno. Sarebbe stato il primo ponte sul Var. Per costruirlo, tutta la foresta vicina fu abbattuta.

Da quel momento, si poté attraversare il Var all’asciutto. Non ci sono più gueyeurs. Si è dimenticata persino l’esistenza del mestiere. Solo oggi, una scultura di Susan Ledon, vicino al fiume, ne perpetua il ricordo. La parte romanzesca dell’attraversamento è finita.

(Probabilmente nel 1828 i gueyeurs esistevano ancora, oppure era rimasta ancora la pratica del traghettatore “a cavalluccio” visto che Cristina li sfruttò per evitare il ponte e passare inosservata sull’altra riva. Nota: Sandro Fortunati)

Autore: ANDRÉ PEYREGNE


“Giovani, vigorosi, vestiti in modo decente e timorati di Dio”

Le tariffe per l’attraversamento del Var, naturalmente, sono evolute nel tempo. Riguardavano sia gli uomini e le donne che gli animali e i carichi.

Nella sua opera Ponts et merveilles sur les ponts du Var (Édition Serre), la storica Colette Bourrier-Raynaud le indica per il XIV secolo:

  • denaro per vacca,
  • denaro per persona o per cavallo senza carico,
  • denari per carico di mirtilli,
  • denari per cavallo carico, o per ogni gregge di trenta capre, maiali o pecore,
  • denari per ogni carico di salumi, spezie, fustagno, cordame, pelli.

Era prevista la gratuità per i poveri e per i residenti che trasportavano quotidianamente viveri. I frodatori rischiavano una multa e la confisca dei loro animali.


Fonte: Articolo Saint-Laurent-du-Var Au gué les gueyeurs !
Pubblicazione: Nice-Matin (Cannes)
Autore: Nous@nicematin.fr

Aldobrandino Malvezzi

By Altri, I Personaggi

Aldobrandino (Lodovico Giovanni Giuseppe Maria) Malvezzi de’ Medici, figlio di Nerio (1856-1929) e di Costanza Trotti Bentivoglio (1855-1937), nasce il 26 maggio 1881 e muore a Firenze il 22 gennaio 1961. Dottore in belle lettere e discepolo di Giosué Carducci. Professore all’Università di Firenze, facoltà di Scienze Politiche, con la cattedra di Storia e Politica Coloniale. Laurea ad honorem in filosofia dall’Università di Bologna.
Nel 1903 partecipa alla missione Schiaparelli a Luxor e a Tebe, in Egitto. Numerose sono le pubblicazioni tra le quali: “Il risorgimento italiano in un carteggio di patrioti lombardi” (1924); “Il diario politico di Margherita Provana di Collegno” (1926); “La principessa Cristina di Belgioioso” (1936). La pubblicazione di “L’Italia e l’Islam in Libia” (1913) gli frutta la chiamata dal nuovo ministero delle colonie. Partecipa alla Prima Guerra Mondiale e, una volta conclusa, continua ad occuparsi di studi islamici che lo conducono alla libera docenza in politica e legislazione coloniale nel 1934.
L’11 gennaio 1920 sposa a Firenze Luisa Strozzi, figlia di Pio Luigi e della contessa Rita Frenfanelli (20/08/1896-17/01/1978).

Nel 1925, unitamente ad altri intellettuali bolognesi, firmò il manifesto redatto da Benedetto Croce dal titolo «Una risposta di scrittori, professori e pubblicisti italiani, al manifesto degli intellettuali fascisti». Fu pubblicato ne “II Mondo” l’1 maggio 1925.

Nel 1931 vende il palazzo di via Zamboni 13. Parte della ricca biblioteca fu donata all’Archiginnasio. Un’altra parte fu ceduta alla biblioteca del senato a Roma.

 

Dal sito : https://www.storiaememoriadibologna.it

Diario di viaggio – Prima parte

By news
Diario di viaggio –

Da Costantinopoli ( oggi Istambul) al possedimento di Ciaq Maq Ogloù

Dal 29 settembre 1850 all’8 maggio 1852 Cristina scrisse un diario, durante il suo soggiorno turco.

Si può dividere in due parti: Nella prima parte c’è un diario di un viaggio da Costantinopoli al suo nuovo possedimento di Ciaq Maq Ogloù mentre nella seconda parte c’è il racconto del viaggio fino a Gerusalemme.

Nella sua ultima lettera a Tommaseo scrisse che pensava di pubblicarlo ma purtroppo morì prima di riuscirci.

Nei suoi documenti passati alla figlia e in seguito ai suoi discendenti è presente un testo scritto a mano, non di pugno della principessa. Presso altri discendenti ho trovato un altra copia dattiloscritta. Forse qualcuno voleva attuare i voleri di Cristina ma non lo fece mai.

Qui troverete la trascrizione della prima parte della copia scritta a mano ovvero dalla partenza da Costantinopoli all’arrivo di Cristina per la prima volta nel suo nuovo possedimento di Ciaq Maq Ogloù ( come scritto da lei alla francese).

La distanza percorsa è di 419 km. Il tempo di percorrenza segnato nella mappa di 4 ore e 56 minuti è quello che ci si metterebbe oggi in auto. Lei e la sua carovana ci misero 12 giorni…

Sandro Fortunati

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Les Précieuses ridicules

By Approfondimenti, Estratti, news

La vita della principessa non era solo incentrata su beneficienze, filantropia, sovvenzioni ad insurrezioni, testi religiosi…
Riporto qui un estratto “leggero” , di eventi quotidiani con sfondo anche divertente.

Da “Ricordi nell’esilio”

Debbo divi amica mia ( Caroline Jaubert, ndr) (…), tutto ad un tratto tor­nai addietro di qualche anno, a quella giornata in cui imma­ginammo, voi ed io, di imparare al mattino Les Précieuses ridicules (1), e di recitare la commedia la sera medesima. Avvenne in campagna, alla Jonchère, presso St German, ve ne ricordate? Quel giorno (non so perché), ritenevamo di essere al riparo dai visitatori.. Abbiamo messo assieme dei costumi invero­simili; il povero conte d’Ar ., morto poi così tristemente, era Mascarille improvvisato. Non aveva trovato altro mo­do di farsi un davantino che con una calza di seta; quanto al rosso, non volle rinunciarvi: cercato inutilmente sulle no­stre tolette, si era deciso a schiacciarsi sulle gote un tubet­to di polvere dentifricia. Con quali risate l’accogliemmo!; e la mia giovane milanese Eleuteria che, come dicevate iro­nicamente, aveva la fisionomia dolce e gaia dell’imperatore Nerone, la vedeste entrare, tinta di nero, per interpretare l’importante personaggio d’Almanzor di cui non seppe mai ritenere la parte, per quanto fosse di due righe.

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La caduta durante un valzer….

By Approfondimenti, news

27 Gennaio 1836

Ballo della Regina

Carpeaux, Jean-Baptiste, Musée du Louvre, Département des Arts graphiques

È un piccolo ballo, come si dice a corte, quello dato sabato scorso ( 23 gennaio 1836, ndr) dalla regina alle Tuileries; questo piccolo ballo è composto ordinariamente di seicento persone, e le più ricche toilettes, ispirate da Psiche, dai fiori e dalle piume raccolte e sistemate da Maurice Beauvais, sono riservate per queste serate di famiglia. Le si rivede poi nei grandi balli dove dominano le spalline rosse e i pantaloni bianchi della nostra guardia civica.

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Laprade e la principessa di Belgiojoso

By Approfondimenti, news

 

La storia è quasi incredibile: lui aveva trentuno anni, il suo poema Psyché gli aveva attirato i consensi più lusinghieri; il suo volto era di elegante distinzione e portava dalla sua provincia il capitale intatto della giovinezza e dell’entusiasmo. Lei aveva trentacinque anni, principessa autentica, separata dal marito, e si impegnava a giustificare il suo soprannome di bella e gioiosa.

 

 

 

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La fuga verso Parigi

By Approfondimenti, Estratti, news
Un momento importante per Cristina fu la decisione di fuggire verso la Francia nel novembre del 1830.
Da quel momento inizia il suo esilio francese e il suo soggiorno stabile a Parigi, in cui rimarrà circa dieci anni.
Riporto qui di seguito il racconto di Aldobrandino Malvezzi, autore dei tre volumi biografici forse più importanti di tutti. Malvezzi era un parente acquisito della principessa, essendo figio di Costanza Trotti Bentivoglio, figlia della prima moglie di Ludovico Trotti, marito di Maria Belgiojoso , figlia di Cristina. Praticamente era un nipote acquisito.
Aveva avuto un accesso diretto alla nonna Maria ed a tutte le sue carte di famiglia. Documenti che poi si sono persi o in ogni caso non sono più attualmente reperibili.
E’ il racconto base da cui poi tutte le successive biografie hanno preso spunto.

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New York Daily Tribune 1850-1853- Lettere di un’esule

By altri_articoli, I suoi articoli, news
Alcuni anni fa ho ritrovato diverse lettere inedite di Cristina pubblicate negli anni 1850-1853 sul New York Daily (e Weekly) Tribune.

Le lettere trattavano di politica internazionale, della cultura turca e delle avventure di Cristina in queste terre così lontane dalla sua Lombardia.
Anche se simili nel contenuto sono differenti dalle storie pubblicate nella Revue des deux Mondes dal 1855 al 1858.
Nei primi mesi del 2011 sulla rivista “Storia in Lombardia” ne e’ stata pubblicata una selezione. («Memorie di un esule». Gli articoli di Cristina di Belgiojoso su un giornale americano.”)

In questo articolo promettevo di pubblicare la traduzione ma purtroppo il tempo è passato e la cosa non è mai stata fatta. Visto che ancora non sono state pubblicate da nessuno, anche se con un ritardo notevole, provvedo a pubblicarle.

Qui sotto trovate l’introduzione alla pubblicazione della serie di lettere di Cristina sul giornale americano e più in basso la lista e la mia trascrizione.

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Donne esploratrici – RaiPlay

By video

Donne esploratrici – Rai Play

Nobildonna, patriota, scrittrice e viaggiatrice, Cristina Trivulzio di Belgiojoso ha vissuto da protagonista gli anni del Risorgimento italiano. Ha intessuto contatti con i grandi personaggi dell’epoca, tenuto salotti mondano-politici a Parigi, organizzato un battaglione a Napoli per partecipare alle Cinque Giornate di Milano, fatto erigere asili e scuole nel milanese, diretto gli ospedali romani durante gli scontri del 1948. Proprio dopo la caduta della Repubblica Romana, costretta all’esilio, la Belgiojoso lascia l’Italia e viaggia in Asia minore, dove crea un’azienda agricola e scrive i resoconti dei suoi viaggi.

Vita di Cavour – 1967 – RaiPlay

By video

Con la regia di Piero Schivazappa

Vita di Cavour

1967
La vita dello statista Camillo Benso di Cavour, interpretato da Renzo Palmer, viene ripercorsa rigorosamente nelle puntate di questo sceneggiato andato in onda dal 5 marzo 1967. Per il soggetto Giorgio Prosperi ha attinto a documenti d’epoca, discorsi ufficiali e atti parlamentari, con una resa finale, garantita anche dalla regia di Piero Schivazappa, ben lontana dalla storia romanzata.
  • Regia: Piero Schivazappa
  • Interpreti: Renzo Palmer, Evi Maltagliati, Maria Grazia Marescalchi, Mario Chiocchio

https://www.raiplay.it/programmi/vitadicavour

 

 

Cristina a Mignet- 13 Aprile 1848

By Le sue lettere, Mignet

Milano, 13 Aprile 1848

Mio caro amico,

Le tue due lettere mi sono state inviate da Napoli a Milano, dove mi sono recata con la massima fretta non appena ho ricevuto la notizia della nostra gloriosa rivoluzione. Sì, amico mio, lo sapete ora: la popolazione della Lombardia è stata eroica, e ha compiuto in cinque giorni ciò che si pensava fosse incapace persino di tentare. Ora è il turno di tutta l’Italia di dimostrare che gli insegnamenti degli ultimi trent’anni non sono stati vani per lei, e sta adempiendo magnificamente a questo dovere. Si può dire senza esagerare che tutto il sud della penisola si riversa verso il nord. Forse sapete che circa duecento volontari napoletani hanno voluto seguirmi a Milano e riconoscermi come capo della spedizione. Me la sono cavata abbastanza bene dalla mia delicata missione e ho fatto sì che i capi militari mi supplicassero di non allontanarmi dalla colonna perché solo io potevo mantenere la disciplina tra questi cervelli cosparsi di polvere da sparo. Sfortunatamente ho dovuto consegnarli all’autorità competente al nostro arrivo a Milano e allora l’insubordinazione è iniziata; ho dovuto intervenire ecc. Infine sono partiti per raggiungere l’esercito e ho appena ricevuto ottime notizie del loro ardore e del loro coraggio. Altre colonne di volontari hanno seguito e il Re di Napoli ha fatto partire 10.000 uomini di fanteria e 3000 cavalleria. Le truppe romane comandate dal Generale Durando sono 15.000. È una vera crociata, e l’aspetto di questi uomini così diversi per volto, linguaggio e abbigliamento, ma i cui petti sono generalmente coperti da una grande croce, ha qualcosa di toccante e solenne come la rappresentazione di una scena antica. I giornali vi diranno come sono stata accolta a Milano; dalla barriera fino al Palazzo del Governo ho camminato in mezzo a una folla di persone di tutte le classi, tra diversi corpi di guardie nazionali accompagnati dalle delegazioni della piazza, della Guardia nazionale e del Governo Provvisorio e salutata da continui gridi di gioia. Arrivata al Palazzo del Governo, il popolo mi ha chiamata due volte sul balcone, e quando sono apparsa, l’espressione della sua gioia è stata tale che ho perso completamente il controllo di me stessa e non ho trovato di meglio che mettere la testa tra le mie due mani e piangere come un bambino. Tutti mi esortano a non allontanarmi da qui prima che il nostro destino sia deciso, e credo di dovermi conformare al desiderio generale.

Il nostro primo passo è stato un grande trionfo, ma potremmo ancora incontrare delle sconfitte. Non è, in realtà, l’esercito austriaco che mi spaventa, ma lo spirito del paese. Il partito repubblicano è molto forte in Lombardia. Sai che sono incline a questa forma di governo, che permette comunque agli spiriti superiori di esercitare tutta l’influenza di cui possono impadronirsi. La repubblica non mi fa paura, e non mi ripugna affatto. Ma abbiamo bisogno di unità e forza. Il sud Italia è preoccupato dall’idea di formare una sola nazione e uno stato unico, tanto che se noi diamo l’impulso, la Toscana, Napoli e forse Roma si uniranno a Carlo Alberto. Se invece ci erigiamo in repubblica, ogni città che componeva il Regno Lombardo-Veneto si separerà dal tutto e formerà uno stato proprio. Genova si distaccherà dal Piemonte, e una volta stabilito che l’obiettivo verso cui l’Italia deve tendere è la federazione e che una federazione di venti stati è altrettanto valida di una federazione di dieci, non c’è ragione per cui due città debbano restare unite. Quanto alla possibilità di mantenere unite centinaia di città ognuna con i propri interessi e la propria esistenza separata, è una chimera alla quale né tu né io ci lasceremo ingannare! Capisci, amico mio, quanto una voce influente e amata possa essere utile in questo momento. Rimarrò quindi qui, scriverò, parlerò, non trascurerò nulla per portare il mio paese alla soluzione che desidero con tutto il cuore, alla sua unione con il Piemonte. Se Thierry fosse stato ragionevole, se non avesse avuto un’ostinazione assurda nel rimanere a Parigi a ogni costo, avrei fatto una breve assenza da qui per andarlo a prendere. E veramente, quando leggo i suoi rifiuti ripetuti di venire ad unirsi a me, non posso fare a meno di temere che la sua ragione non abbia sofferto. A chi e a cosa rende servizio rimanendo a Parigi? Con ciò che gli rimane, vivrà a Parigi una vita di privazioni mentre qui potrebbe vivere come un grande signore. Anche io potrei essere utile qui, cosa impossibile durante il suo soggiorno a Parigi. A Parigi, inoltre, è esposto a assistere a scene tristi; forse anche a recitarvi un ruolo. Lo lascio alle sue manie finché credo che la cosa non sia pericolosa per lui; ma se l’orizzonte si fosse oscurato, farei un salto da Milano a Parigi, impacchetterei il mio testardo cieco e lo porterei a casa mia. Per quanto riguarda te, amico mio, capisco le tue risoluzioni. Finché credi di poter rendere qualche servizio al tuo paese hai ragione a non pensare di andartene.

Ricorda però che c’è una circostanza in cui ci si perde senza alcun vantaggio per nessuno, e se dovesse presentarsi quel caso, vieni a unirti a me. So che riuscirai a vivere comodamente con la tua penna; salirai di nuovo in una soffitta, non ne dubito affatto; ma non vedrai con indifferenza il tuo paese compiere atti che ti sembreranno biasimevoli e che feriranno le tue idee di dovere, di convenienza, eccetera. Parlerai liberamente, apertamente, e se gli animi sono irritati li irriti ancora di più, a tuo rischio e pericolo. Questo è ciò che temo per te, e che ti supplico di evitare. Resta al tuo posto finché la tua presenza può essere utile al tuo paese; ma se il male prende il sopravvento, non affaticarti a cercare di contrastarlo, e non ti abbandonare ad esso. Avvicinati alla riva, metti piede a terra, e aspetta qualche istante il ritorno della calma. Che la tua riva sia l’Italia; che sia Milano, Locate, il focolare della tua amica. Passeremo ore tranquille e dolci, parlando del passato, del presente e del futuro, scambiando rimpianti, giudizi, speranze, e troveremo un accordo migliore di quanto non facessimo finora; perché i nostri vecchi argomenti di discussione sono scomparsi di fronte al giudizio dei fatti. La saggezza di Luigi Filippo, la stabilità della monarchia, l’insufficienza dei partiti e dell’opposizione, sono tesi bandite dal più grande dei dottori: il risultato. Mentre parleremmo, gli animi si calmeranno, e ti restituirei la tua libertà quando non correrà più alcun rischio altrove che da me, e per quanto riguarda le discussioni sulla politica, c’è un capitolo della tua professione di fede su cui non posso trovarmi d’accordo con te. Insisti sulle due camere. E perché? Cos’è una Camera dei Pari dove non c’è più aristocrazia? Ho contribuito fortemente a suscitare l’avversione dei miei concittadini contro la doppia legislatura e a Napoli l’abolizione dei Pari è diventata una condizione indispensabile per la durata di un ministero. Avrete solo una camera in Francia, ne sono certo. Qui c’è una grande disgrazia: l’aristocrazia e il Governo Provvisorio formano da soli tutto il partito Piemontese, mentre il popolo, la classe media e la gioventù sono repubblicani. Sono per il Piemonte, ma non posso sopportare di trovarmi con il partito Piemontese, e d’altra parte, i repubblicani (non la repubblica) hanno tutta la mia simpatia.

Addio, mio caro amico. Tienimi informato su ciò che ti riguarda, ti prego, e non lasciare mai che una nuvola si frapponga tra te e me. La tua amica devota,

Christine

Il fratello del povero Stelzi ha combattuto come un leone e ha perso la vita colpito da un proiettile nell’addome. Questa triste notizia ha dato un terribile colpo al mio malato, che tuttavia inizia a riprendersi.


Nota: L’originale in francese di questa lettera è stata trascritta circa cinquanta anni fa dalla professoressa francese Kniebiehler che me le ha gentilmente spedite molti anni fa.

Arrivo di Cristina a Milano – 7 aprile 1848

By Le sue lettere, Thierry

Locate , 7 aprile 1848

Caro fratello,

Sono arrivata a Locate da due giorni e ieri ho fatto il mio ingresso a Milano, nella mia libera città di Milano. Posso chiamarlo veramente il mio ingresso, come vedrai. Dovevo entrare dalla Porta Romana e, a pochi passi da lì, sono stata raggiunta da un deputato dello stato maggiore e un deputato della guardia nazionale. Sono scesa dalla carrozza e, offrendo il braccio a uno di questi signori, seguita dai miei volontari napoletani, mi sono avvicinata alla barriera. Lì mi attendeva un deputato del governo provvisorio.

Mi ha fatto una paternale al quale ho risposto; poi abbiamo proseguito il nostro cammino, seguiti e preceduti dalla guardia nazionale di tutti i quartieri e accolti dalle grida di gioia dell’intera popolazione. Siamo così arrivati fino al palazzo del governo dove i membri del governo provvisorio sono venuti incontro a me fino al cortile del palazzo. Arrivata in cima, il popolo mi ha chiamato al balcone due volte, e ogni volta c’erano trasporti di gioia, grida, lancio di cappelli in aria, applausi, un entusiasmo tale che mai il popolo milanese ha mostrato qualcosa di simile. Non sono mai stata così commossa, amico mio, e la giornata di ieri mi ha ricompensato ampiamente di tutti i disagi che ho subito finora per il mio liberalismo. Tutti, compresi i membri del governo provvisorio, mi spingono ad andare a stabilirmi a Milano, per esercitare un’influenza benefica, e è quello che farò già domani. Tanta soddisfazione personale non è priva di una certa preoccupazione patriottica.

Lo spirito repubblicano è potente in Lombardia e temo che C. A… (Carlo Alberto, ndr), con la sua lentezza, abbia giocato la carta più bella del mondo. Lavorerò per lui, cioè per l’unità e la forza del mio paese; ma temo di essere sconfitta e non voglio rischiare troppo, perché non voglio perdere la fiducia del mio paese ad ogni costo. Gli Austriaci tengono ancora Mantova, Verona e Peschiera, ma qui non li temiamo più. E tu, che fai, amico mio? Se vuoi seguire il consiglio che ti ho dato nella mia ultima lettera, scrivimi una parola e verrò a prenderti per riportarti qui. In caso contrario, non lascerò Milano finché tutto non sarà finito. Addio, caro fratello, mille e mille affetti.

Cristina.

Parco 8 marzo

By Senza categoria
Mi ero perso questa citazione di Cristina e la riporto con un anno di ritardo.

L’8 marzo dello scorso anno (2023) era stato inaugurato il Parco 8 marzo a Porta Vittoria. Non sapevo che contenesse una “porta” con una incisione riportante la famosa frase di Cristina sulle donne, riportata anche sul retro della statua di Piazza Belgiojoso .

La frase è “Vogliano le donne felici e onorate dei tempi a venire rivolgere tratto tratto il pensiero ai dolori e alle umiliazioni delle donne che le precedettero nella vita”

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Le cinque giornate di Milano – Fiction del 1970

By video

Le cinque giornate di Milano è una miniserie televisiva trasmessa su Rai 1 nel 1970, composta da 5 puntate. Diretta da Leandro Castellani, è stata scritta da Leandro Castellani e Luigi Lunari, che si erano avvalsi della consulenza storica di Franco Valsecchi e Luigi Ambrosoli e, per le ricerche storiche, di Francesco Rocchi.

Non parla di Cristina ma può essere una simpatica divagazione e un salto indietro nel tempo, sia per il video in bianco e nero degli anni ’70 , sia per il contenuto…

La repubblica romana del 1849 – Rai Storia

By video
La Repubblica Romana del 1849, un capitolo della nostra storia ripercorso nelle due puntate di Cristoforo Gorno e Sergio Leszczynski, con la regia di Luigi Montebello e Graziano Conversano.

Gorno incarna l’ideale figura di una specie di inviato incaricato di seguire una irripetibile vicenda politica: la nascita e la fine della Repubblica Romana, primo esperimento di democrazia costituzionale nella nostra Penisola (molti articoli di quella Costituzione hanno ispirato quelli della nostra Repubblica). Gorno racconta dai luoghi in cui sono davvero avvenuti i fatti (Palazzo Colonna, palazzo della Cancelleria, il Campidoglio, il Quirinale, tutta l’area del Gianicolo).

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Cronologia della vita di Cristina

By Senza categoria
Cronologia della vita di Cristina

Nascita di Cristina

28 giugno 1808

Muore il padre Gerolamo Trivulzio

17 settembre 1812

Sposa Emilio Belgiojoso

24 settembre 1824

Si separa dal marito Emilio

Emilio la tradisce ripetutamente. Al momento della rottura con Cristina amante del momento era Margherita Tealdi Ruga.

Novembre 1828

Conosce Augustin Thierry

Il 20 novembre era a Saint Laurent sur Var. Questo fu il famoso momento in cui varcò il fiume a cavallo e lasciò l’Italia senza passaporto dando inizio al suo esilio francese. Si fermò nel sud della Francia, a Carquerainne dove conobbe una persona chiave per il suo futuro: Augustin Thierry. Aveva scelto quel luogo perché gliel’aveva consigliato il Dottor Jacob d’Espine, incontrato in Svizzera.

Novembre 1830

Arrivo a Parigi

Appena arrivata alloggiò all’Hotel de Bath in rue de Rivoli (angolo rue Cambon) ma dopo pochi giorni fu costretta a lasciarlo perché troppo costoso. I suoi beni erano stati congelati e in quel momento non aveva di che sperperare. Passò così in un una camera nel quartiere di Beaujon (vicino all’arco di trionfo, in fondo ai Champs Élysées ) e poi al quarto piano di rue Neuve de la ferme des Mathurins. Quest’ultima via successivamente cambiò nome e fu modificato il suo percorso. Oggi è diventata rue Vignon e si trova proprio di fianco alla chiesa della Madeleine

7 maggio 1831

Muore la madre Vittoria Gherardini

2 agosto 1836

Concerto-duello in casa di Cristina

Duello tra Liszt, Thalberg, Pixis, Henri Herz, Czerny et Chopin. In seguito la morte di Bellini (23 settembre 1835) Cristina volle rendergli omaggio organizzando un concerto a scopo benefico, durante il quale si sarebbe dovuta suonare una serie di variazioni, a opera di sei musicisti, su un brano dell’artista scomparso. La principessa prese accordi con Franz Liszt e gli affidò la direzione del lavoro. La proposta cadde su un tema tratto dai Puritani, ultima opera del compositore. Il lavoro venne denominato Hexaméron e rappresenta l’omaggio del mondo musicale parigino al musicista catanese. ( Youtube )

28 marzo 1837

Nasce la figlia Maria

Nel piccolo paese di Plessis Chamant, appena fuori Parigi, Cristina dà alla luce la piccola Maria. E’ illegittima e viene quindi registrata come figlia del suo segretario Pierre Bolognini Bianchi e della moglie Joséphine Gelinski, domiciliati in Rue d’Anjou St. Honoré 23, Parigi.

23 dicembre 1838

Vacanza in Gran Bretagna

Ho affittato per sei mesi un piccolo castello nei dintorni di Kenilworth e ho trasferito lì la colonia della rue d’Anjou. Anche mio fratello è con me. Tre dei miei cugini stanno viaggiando per l’Inghilterra e a volte li accompagno nelle loro escursioni. Il resto del tempo lo trascorro al riparo dalle visite. Nessuno viene a passare la giornata da me senza preavviso. Non parlo più; cammino e leggo.

Cristina a Liszt – 9 giugno 1839

Maggio 1839

Ritorna a Parigi

Ritorna Parigi, ma solo per pochi mesi. il 9 luglio 1840 riparte per Bruxelles per poi continuare verso Ems.

(25) novembre 1839 - Parigi

Ems - Germania

Nel tragitto verso casa si fermò ad Ems in Germania, per “fare le acque”. Alloggiò all’Hotel “Englischer Hof” in Römerstrasse 46, ancora esistente (oggi la città si chiama Bad Ems). Dai registri dell’albergo risulta che alloggiasse insieme alla “Prinz. Tochter” (ovvero alla “figlia della principessa”), alla sua protetta Madame Gaulard, a “Valentina Visconti” (sua sorella Giulia Visconti d’Aragona), a Eleuteria Pio e al suo amico Maurice Exelmans (1816-1875) , figlio di un maresciallo Napoleonico. Il giovane ufficiale di marina rimase con lei almeno fino al 7 dicembre 1840, a Locate.

18 Luglio 1840

Ponte Tresa - Ritorno in Italia

Cristina rientra in Italia, dopo dieci anni di esilio. Ad accoglierla c’è la sua amica Ernesta Bisi :

“Ore sette antim.

Cara Ernesta, siamo presso il contadino che ti porta queste righe. Vieni subito sulla strada, perché non abbiamo tempo di fermarci più di un minuto”

4 settembre 1840

Intelligenza artificiale

By evidenza, La galleria, news

Non potevo esimermi dal “giocare” con la potenza dell’intelligenza artificiale.
Certamente non possiamo fare un salto nel tempo e vedere il vero viso di Cristina ma possiamo però cercare di approssimarlo al meglio, a partire dai suoi ritratti.
Ecco qui sotto un esempio fatto al fianco degli originali del Lehmann , di Hayez e di Chiappori.

Lascio a voi il giudizio..

 

Mary Elizabeth Clarke Mohl

By Amici
Mary Elizabeth Mohl o Mary Elizabeth Clarke (22 febbraio 1793 – 15 maggio 1883) è stata una scrittrice britannica nota come padrona di salotto a Parigi. Era conosciuta con il soprannome di “Clarkey”. Era ammirata per la sua indipendenza e conversazione. Alla fine sposò l’orientalista Julius von Mohl. Era un’ardente filofrancese, una femminista e un’amica stretta di Florence Nightingale. Scrisse dei suoi interessi nella storia dei diritti delle donne.

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Anadolu’da Bir Devrimci Prenses – Di Zeynep Oral / Biografia in lingua turca

By biografie, evidenza, news

La principessa Cristina Trivulzio Belgiojoso è una donna che lottò per la libertà della donna, l’unità, l’integrità e l’indipendenza del Paese nell’Italia del 1800, indipendentemente dalla sua identità “nobile” e dal suo ordine patriarcale. Trascorre la sua vita in esilio e lotta per il bene dei suoi ideali, che chiama “la mia ragione di vita”, ma non si arrende mai. Sostiene i suoi compagni fino all’ultimo centesimo, pubblica articoli e distribuisce volantini. L’Anatolia accoglie la principessa Cristina, rifugiatasi nell’impero ottomano negli anni in cui l’oppressione nel suo paese raggiungeva l’apice. Trova pace nella fattoria da lui fondata a Safranbolu, che chiama “casa”.

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19 NOVEMBRE 2022 Cortile della Rocchetta, Castello Sforzesco, Milano

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Sabato 19 NOVEMBRE 2022, ore 16.00 Cortile della Rocchetta, Castello Sforzesco, Milano I piano, Sala della Balla

Fondazione Trivulzio e Bookcity Milano 
invitano al dialogo con l’autrice sul tema “una protagonista dell’italia moderna, Cristina Trivulzio di Belgiojoso dal Risorgimento all’Unità nazionale”
di Karoline Rörig ( Scalpendi Editore, Milano )

Locandina invito

Presentazione della biografia di Cristina di Karoline Rörig

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Giovedì 27 ottobre 2022, alle ore 17.00, presso la sede e sul canale Facebook della Biblioteca di storia moderna e contemporanea, sarà presentato il volume Cristina Trivulzio di Belgiojoso. Storiografia e politica nel Risorgimento di Karoline Rörig (Scalpendi, 2021).

Saluti: Patrizia Rusciani.

Intervengono: Catherine Brice e Marina Formica.

Coordina: Giuseppe Monsagrati.

Sarà presente l’autrice.

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Giorgia Meloni e Cristina

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Giorgia Meloni ringrazia Cristina nel suo discorso alla Camera del 25 Ottobre 2022:

«Con una donna premier si è rotto il pesante tetto di cristallo», ha detto Giorgia Meloni nel suo discorso per chiedere la fiducia alla Camera, citando poi un Pantheon tutto al femminile di donne da omaggiare, elencate solo per nome: «Ringrazio le donne che hanno osato, per impeto, per ragione per amore, come Cristina, Rosalie dei Mille, come Alfonsina contro il pregiudizio, come Maria o Grazia che con il loro esempio spalancarono i cancelli dell’istruzione alle bambine di tutto il Paese. E poi Tina, Nilde, Rita, Oriana, Ilaria, Maria Grazia, Fabiola, Marta, Elisabetta, Samantha e Chiara. Grazie! Grazie per aver dimostrato il valore delle donne italiane, come spero di riuscire a fare anche io».

Le donne citate dalla Meloni , su ansa.it

Spettacolo alla Triennale di Milano

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La prima donna d’Italia. Cristina Trivulzio di Belgioioso

11 Ottobre 2022, Ore 20:00

Spettacolo inedito a favore di Fondazione AIRC per la Ricerca sul Cancro che racconta la vita di Cristina Trivulzio di Belgioioso, la principessa rivoluzionaria eroina del Risorgimento italiano. Lo spettacolo è una produzione Théâtre Francophone sans Frontières firmata dal regista Omar Nedjari e dalla drammaturga Francesca Sangalli. Vede, nel ruolo della protagonista, Aphrodite de Lorraine e, accanto a lei, nei panni dell’amica e confidente Ernesta Legnani Bisi, Sandra Zoccolan. Il racconto è accompagnato dalle note del pianoforte di Riccardo Munari.

Crediti

Spettacolo promosso da Fondazione Trivulzio in favore di AIRC. La pièce rientra tra le iniziative promosse in occasione della campagna Nastro Rosa che, per tutto il mese di ottobre, sensibilizza sull’importanza della prevenzione e della raccolta fondi a favore della ricerca sul tumore al seno.

https://triennale.org/eventi/trivulzio-belgioioso-airc-ricerca

Sky Arte – Cristina Trivulzio di Belgiojoso, la prima italiana

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Documentario di Sky arte messo in onda in occasione della posa della statua di cristina in piazza Belgiojoso a Milano.

“Oggi, a 150 anni dalla morte, una statua la ricorda. Siamo entrati nella casa-atelier dello scultore Giuseppe Bergomi, in provincia di Brescia, per seguirne tutte le fasi di creazione. E abbiamo ripercorso l’attività di Cristina, varcando le soglie di musei e residenze nobiliari che ne conservano traccia.

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